Guardando le stelle

Guardando le stelle

Se si alza lo sguardo al cielo di notte, si possono notare diverse stelle che sembrano vicine, formano dei “gruppi”. Dai tempi dei Greci a quegli insiemi di stelle, chiamati costellazioni, è stato dato un nome, spesso affascinante, altre volte complicato e difficile da ricordare. Con le costellazioni l’uomo ha imparato a orientarsi lungo i suoi viaggi verso luoghi lontani. Osservare quella precisa sezione del cielo serviva però a nutrire l’immaginazione, creando storie di draghi, navi con carichi di tesori o alberi pieni di mele dell’immortalità. Tra fine settembre e fine dicembre, ad esempio, si può intravedere l’Ariete con la sua stella luminosa, l’Alpha Arietis, o Hamal (che in arabo vuol dire piccolo della pecora). La leggenda greca legata a questa costellazione è quella del Vello d’oro, di quell’animale mitologico, appunto, noto per il suo manto completamente dorato. Giasone subì un numero incredibile di prove per riuscire a riprendere il trono che gli spettava e che gli era stato ingiustamente tolto dal proprio zio. Nello stesso periodo dell’anno, invece, appare una “regina seduta”, Cassiopea, regina etiope interessata principalmente al suo aspetto la cui bellezza cercava di salvaguardare con estrema fierezza. La vanità che la caratterizzava però le fu quasi fatale e con la sua storia i Greci amavano sottolineare l’importanza di un carattere gentile e amabile piuttosto che della vacua esteriorità. D’estate, nell’emisfero australe, si può osservare lo strumento amato dagli antichi, quella Lyra che appare in molti affreschi. Ermes le diede vita con un semplice guscio di tartaruga, ma fu Orfeo che con le sue doti musicali attirò a sé l’attenzione di tutto il mondo naturale, e salvando gli Argonauti dal fascino pericoloso delle Sirene…

Questo elegante volume di Sara Gillingham è un vero piacere per gli occhi, soprattutto per tutti quei ragazzi che amano le stelle. Nota per le sue illustrazioni per i più piccoli che richiamano all’importanza dell’amicizia e al rispetto per l’altro, l’autrice canadese segue un suo personale interesse, dando vita ad libro ricco, capace di gettare il giusto seme della curiosità astrologica in colui che, proprio come lei, si ritrova affascinato davanti a quell’incredibile spettacolo celeste. La Gillingham ha scelto uno sfondo blu scuro da impreziosire con disegni che facilmente richiamano il nome della costellazione a cui si riferiscono e che fanno da sfondo al tratto bianco della costellazione stessa (sullo stile, come viene indicato nella prefazione, del gioco “unisci i puntini” tipico delle riviste di enigmistica), senza mai sovrapporsi o creare confusione. La spiegazione laterale è facilmente consultabile e offre le informazioni necessarie per una conoscenza iniziale dell’argomento (che può essere approfondito con gli utili strumenti elencati nella parte finale). Il racconto del mito o della leggenda si accompagna all’esatta collocazione (geografica e temporale) delle costellazioni e all’etimologia del loro nome (ove necessaria). La suddivisione delle sezioni segue, ovviamente, la “modernità” delle costellazioni, in base, pertanto, al periodo della loro introduzione; quelle risalenti all’età delle esplorazioni, ovvero fino al 1700, seguono quelle nate in un’epoca più remota. Non manca una sezione dedicata alle mappe celesti che servono come supporto per rintracciare con maggiore facilità i diversi gruppi di stelle all’interno della volta celeste.



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