Guida ai luoghi geniali

Sul promontorio roccioso di Capo Mortola, in Liguria, a Ventimiglia, in provincia di Imperia, poco prima che l’Italia diventi Francia, dove un tempo transitava l’antica strada consolare romana Julia Augusta che portava nella Gallia conquistata da Giulio Cesare fino ad Arles, sorge uno dei parchi più belli del mondo, segnalato anche all’UNESCO, oggi molto meno celebre del passato ma senza dubbio tuttora un giardino magnifico: prende il nome di Giardini Botanici Hanbury, perché è il 1867 quando un ricchissimo uomo d’affari britannico, Sir Thomas Hanbury, grande viaggiatore e importatore dall’oriente con proprietà pure a Shanghai, durante un periodo di vacanza in Costa Azzurra vede questo podere e la villa della famiglia Orengo di Roccasterone, se ne innamora e compra tutto… A Padova, non lontano dalla basilica del Santo, c’è un luogo appartato e poco conosciuto, che però è capace di donare altrettanta pace: è l’orto botanico, meta di un secolare pellegrinaggio non religioso… Ad Acquapendente, in provincia di Viterbo, all’interno della riserva naturale Monte Rufeno, a un tiro di schioppo dalla Toscana, dall’Umbria e dallo splendido sito di Torre Alfina, c’è una terra disseminata di piante rare, fragili, effimere e bellissime: è per questo che all’interno di un casale ha luogo il piccolo museo del fiore…

L’Italia è il Paese dei paesi. O meglio dei comuni. Ce ne sono ottomila, spesso campanilisticamente rivali (in alcuni casi le scaramucce sono proverbiali: il segnale stradale che Virzì ne La prima cosa bella inquadra con la macchina da presa e che definisce Livorno “zona depisanizzata” è solo uno dei milioni di esempi possibili). E ognuno ha qualcosa che vale la pena di conoscere, a vario titolo, sia per motivi storici, culturali, scientifici, paesaggistici, culinari, letterari o chissà che altro, qualcosa che può stimolare la fantasia di grandi e piccini. Devis Bellucci, che non è solo romanziere, scrittore e giornalista ma anche fisico, e dunque ha un approccio metodico nei confronti di tutto ciò che lo circonda, si sofferma, elencandone un gran numero, procedendo da nord a sud, con dovizia di particolari, avvalendosi anche delle illustrazioni di un maestro dalla carriera lunga e onusta di riconoscimenti come Emanuele Lamedica, e descrivendole in modo puntualissimo ma mai noioso, ricco di informazioni e al tempo stesso accessibile a tutti, su quelle località spesso poco note ma da conoscere, curiose e sorprendenti, inaspettate, in cui si manifesta, naturalmente o grazie all’intervento, una volta tanto non distruttivo, dell’uomo, il genio, ossia quella speciale e spiccatamente innata attitudine che sembra appannaggio esclusivo di poche menti superiori che riescono con facilità a produrre opere di rilievo inusitato.

 


 

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