Hania: il Regno delle tigri bianche

Hania: il Regno delle tigri bianche
Esiste un regno piccolo piccolo, in cui pacificamente convivono uomini e leggendarie tigri del ghiaccio, un altipiano di boschi fitti che a ovest confina con le terre barbare e a est lambisce il regno delle Grandi Pianure. Lì, Dartred è cresciuto nella fucina del padre, tra le possenti mura del castello di re Harin, certo che finché il re guerriero sarà in vita il Regno delle Sette Cime non teme pericoli. Neppure l’Oscuro Signore potrà distruggere la sua pace, neanche se l’unica erede di Harin è nata femmina e non sa impugnare una spada. Ma lui, Dartred, è diventato il suo scudiero, è l’ombra della principessina Haxen e ha giurato di difenderla a costo della vita, proprio come farebbe il nobile Cavaliere di Luce di cui narra Harin…

“(…) Il Cavaliere di Luce, sempre, agiva in condizioni di inferiorità: solo contro molti, disarmato contro armato, uomo contro gigante, o mostro, o drago.” L’eroe senza macchia di una saga leggendaria inspirerà le gesta del giovane figlio di un fabbro, questo l’anticipo della trilogia, il prequel di Hania e di ciò che sarà una volta morto Harin e succedutagli sua figlia. Finalmente un prequel che possa dirsi tale, e non viene pubblicato a fine saga solo per allungarne le fortune editoriali (spesso senza ricalcarne la qualità). L’assaggio di Hania è solo il primo passo in un mondo epico e fiabesco in cui bene e male convivono fianco a fianco, a volte difficilmente distinguibili, tranne certo per il fantomatico Cavaliere di Luce, il cui codice etico è un faro nella nebbia che guida Dartred e Haxen su un periglioso cammino. Manca il “c’era una volta” ma il racconto ha tutta l’aria di essere una fiaba, una di quelle senza tempo da raccontare ai piccoli davanti a un camino, o leggere per sé prima della buona notte a lume di candela. Nel piccolo volume Silvana De Mari si dimostra ottima affabulatrice, a suo agio nel regno fantasy come in sala operatoria, del resto, da un chirurgo votato alla scrittura che spiega così il passaggio dal bisturi alla penna: “(…) La scrittura è uno dei sistemi possibili per aumentare il nostro peso sulla realtà.”, ci aspettiamo che il seguito di Hania si riveli prezioso e imperdibile.

 

 

 
 
 
 

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