Harry Potter e il Principe Mezzosangue

Harry Potter e il Principe Mezzosangue

Strani avvenimenti colpiscono il mondo babbano: uragani, crolli di ponti, omicidi. Il primo ministro inglese è molto preoccupato per l’incapacità di trovare una causa. Caramell, ex ministro del mondo magico, gli si rivela spiegando la terribile situazione e il ritorno del mago oscuro. Nello stesso momento in un altro luogo di Londra, nella degradata via di Spinner’s end, il professor Piton, ritornato al servizio di Lord Voldemort, tramite un voto magico inscioglibile promette a Narcissa, madre di Draco Malfoy, di aiutare suo figlio a terminare il compito assegnatogli dal supremo nel caso lui fallisca. Harry torna ad Hogwarts per seguire il corso di M.A.G.O. (Magia Avanzata Grado Ottimale) e diventare Auror; sospetta che il suo odioso compagno Draco sia stato costretto a diventare un mangiamorte per sopperire alla disfatta del padre Lucius. Purtroppo nonostante gli sforzi Potter non riesce a scoprire la dolorosa missione a lui assegnatagli a causa dei numerosi impegni, tra partite di quiddich e lezioni private con Silente. Il preside infatti, preoccupato per la profezia, vuole che il ragazzo sia preparato al meglio per affrontare Lord Voldemort: oltre ad insegnargli le magie più sofisticate, lo trascina con sé a caccia di ricordi riguardanti il passato di Tom Riddle, per metterlo a conoscenza di quanti più elementi riguardanti il nemico e aiutarlo nella ricerca degli Horcruxes. Il mago oscuro infatti, per raggiungere l’immortalità, ha spaccato la propria anima in 7 pezzi, depositandola all’interno di oggetti dal forte valore simbolico. L’unico modo per ucciderlo è distruggerli, ma chiaramente ognuno di loro è protetto da terribili incantesimi. Il tempo per studiare è sempre poco, ma per (s)fortuna Harry trova un libro di pozioni – la materia per lui più difficile - appartenuto ad un certo “principe mezzosangue”, pieno di annotazioni ed inediti sortilegi, che gli permetteranno di frequentare brillantemente il corso, in un continuo susseguirsi di colpi di scena, sorprese – purtroppo non sempre positive - rivelazioni, inseguimenti e combattimenti…

Sabato 16 Luglio 2005, Harry Potter and the Half-blood Prince nel suo primo giorno di uscita infrange tutti i record esistenti con 6,9 milioni di copie vendute in librerie, edicole, supermarket (record a sua volta superato dall’uscita dell’ultimo libro, The Deathly Hallows). Il successo dei romanzi dedicati al maghetto è oramai all’apice, grazie non solo alla magnifica ambientazione, ma anche ad una sapiente strategia di marketing incentrata sull’attesa e sulla rivelazione oculata di parte della trama attraverso stampa ed internet. Il marchio Harry Potter è oramai una macchina ben oleata, che conta tra i suoi ingranaggi film, giochi e videogiochi, nonché una nutrita schiera di siti internet dedicati, che alimentano una platea di fan oramai mondiale. Il sesto libro della saga di Harry Potter è un racconto maturo e complesso, nel contenuto e nella forma: lo stile di scrittura, seppur tipico dell’autrice, assume dei toni ancora più plumbei, l’ombra dello scontro finale con Lord Voldemort è oramai concreta. Siamo arrivati quasi alla fine dell’avventura, e tra le pagine collezioniamo informazioni importanti per il disvelamento dell’intreccio narrativo: finalmente è possibile comprendere il disegno meticoloso dell’autrice attraverso la storia del giovane Riddle e del suo percorso verso il lato oscuro della forza magica. Un velo di amarezza ricopre tutto il romanzo, lo scintillio che ha sempre contraddistinto Hogwarts e Diagon Alley scompare, l’Ordine della Fenice è scoraggiato in seguito alle numerose perdite riportate nello scontro al Ministero e le forze dei Mangiamorte sembrano crescere di giorno in giorno. E’ un libro triste, che vede scomparire dalla scena una delle figure più rappresentative, Albus Silente: ciò a dimostrare che non sempre il Bene vince, che la pace richiede a volte sacrificio, anche di vite. Tutti i personaggi sono chiamati a fare una scelta, a decidere da che parte schierarsi: l’originalità della Rowling sta nel mischiare le carte, nel non rivelarci il posizionamento di alcuni protagonisti chiave del racconto creando un filo di suspense con il settimo ed ultimo libro; a volte i buoni non sono così buoni, i cattivi vivono momenti di dubbio e redenzione, un gioco sottile di alleanze e tradimenti che disorientano e intrigano. A far sfondo alla vicenda, rimane sempre però un tocco fiabesco, che vede protagonista l’amore tra Harry e Ginny, sorella di Ron: a sottolineare che i fiori più meravigliosi sbocciano sempre nelle avversità.

 


 

 

 

 

 
 
 
 

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