Harry Potter e l'Ordine della Fenice

Harry Potter e l'Ordine della Fenice

È estate, una torrida, fiacca estate, e Harry è tornato ancora una volta dai suoi zii, i Dursley. Per lui questi mesi sono indubbiamente i peggiori mai trascorsi in Privet Drive. Passa la sue giornate ad aspettare con ansia il telegiornale in attesa di enormi catastrofi provocate da Voldemort e sfoglia le prime pagine delle Gazzetta del Profeta che non fanno cenno ai terribili avvenimenti di pochi mesi prima. Il Signore Oscuro è tornato, e nessuno sembra preoccuparsene o - almeno - preoccuparsi di informare lui di quello che succede. Anche i suoi amici, Hermione Granger e Ron Weasley, lo tengono all'oscuro, per non parlare di Silente, nei confronti del quale Harry inizia a provare un forte risentimento. In realtà il preside di Hogwarts non è l’unico oggetto di questi sentimenti: Harry è arrabbiato, frustrato e irritato oltre misura. A coronare questo idilliaco quadro c’è Duddley, il caro cuginetto che trascorre la sua estate picchiando i bambini, devastando il quartiere e tormentando il nostro eroe. Ma un giorno le cose cambiano, l’infelicità scende su Privet Drive sotto forma di due dissennatori a caccia di Harry: il maghetto evita per un soffio grazie al suo incanto patronus che a Duddley venga risucchiata l’anima. Da quel momento tutto procederà a gran velocità: Harry verrà espulso, poi riammesso, verrà scortato da una task force di Auror nel quartier generale dell’Ordine della Fenice dove si lavora per contrastare il ritorno di Voldemort, dovrà subire un folle processo e sopratutto dovrà fare i conti con i suoi sentimenti di ribellione e rabbia tipici dell’adolescenza. Anche il ritorno ad Hogwarts sarà alquanto difficile: non sarà prefetto come Ron ed Hermione, dovrà gestire la sua prima storia d’amore e dovrà fare i conti con il sospetto, la derisione ma soprattutto con la Professoressa Umbridge...

 

Ci siamo. Ecco il vero giro di boa della saga di Harry Potter: molti tasselli trovano il loro posto, mentre molti altri si scombinano e numerosi cambiamenti stanno per sopraggiungere. Il primo è indubbiamente nel protagonista: Harry sta crescendo, da riflessivo bambino diventa un impetuoso ragazzo che ha voglia di agire e non di aspettare come invece gli viene chiesto. Cresce anche il numero degli amici e degli alleati: fanno la loro comparsa nuovi personaggi tra i quali gli Auror dell’Ordine, come Tonks, alcuni nuovi compagni di scuola come Luna Lovegood figlia del direttore del Cavillo, un giornale zeppo di improbabili teorie. Molto viene rivelato del legame che unisce Harry a Lord Voldemort, e vengono disseminati numerosi dettagli per tutto il libro che troveranno il loro pieno significato negli ultimi due libri della serie. L'atmosfera che si respira nelle pagine è pregna di cospirazione, di pericolo, di paura e fermento e contribuisce a mantenere il lettore incollato alle pagine anche quando vorrebbe mandare al diavolo questo protagonista che si mostra in questo volume tanto volubile e irritante (il giovane Harry infatti non è mai stato tanto insopportabile, verrebbe quasi voglia di prenderlo a schiaffi). Il libro è ovviamente ben scritto, con lo stile scorrevole e lineare per il quale la Rowling è solita distinguersi. Più delle precedenti avventure questa ha scatenato un acceso dibattito tra gli affezionati lettori potteriani. Molti sostengono, infatti, che questo sia il migliore tra i primi cinque libri della serie mentre altri sono dell'idea che si tratti di quello peggio scritto, quello nel quale l'autrice si è lasciata andare alla tentazione di “lavorare di rendita”, utilizzando gag già viste e ripetizioni inutili. Probabilmente è stato uno dei libri più difficili da scrivere: c'è stato un passaggio di registro non indifferente, sono stati inseriti personaggi e particolari che riveleranno in futuro la loro importanza e necessità, si è dovuto dare un quadro realistico degli stati d'animo dei personaggi principali in modo da giustificare le loro scelte e le loro azioni. A prescindere da un giudizio di gradevolezza, è sicuramente un libro molto complesso, nel senso letterale del termine, ovvero un libro nel quale molti livelli di lettura, molte storie, molti intrecci sono tessuti insieme. Un libro di transito per portare, come ricorda il titolo dell'ultimo capitolo, verso la Seconda Guerra dei maghi. Un'altra morte, dopo quella di Cedric Diggory alla fine del quarto volume, segna l'inizio di questa guerra e la fine dell'infanzia di Harry Potter e dei suoi amici.

 

 

 
 
 
 

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