Hilda e il troll

Hilda e il troll
La casa di Hilda, una graziosa baita tutta legno e camino, sorge isolata nella landa selvaggia alle pendici delle montagne innevate, non distante dalla Grande Foresta, in pieno territorio troll. La piccola Hilda ama leggere (Troll e altre creature pericolose è il suo libro preferito), passare la notte nella tenda mentre piove, disegnare sulla collina. Hilda ha anche una mamma (alle prese col suo lavoro), un buffo animaletto domestico (a metà tra una volpe e un cervo) dall’improbabile color azzurro e riceve ogni giorno la visita (non richiesta) di uno stralunato omino di legno che si occupa del camino e poi si sdraia sul pavimento in attesa di non si sa cosa. Un giorno, durante una delle sue uscite artistiche, la bambina si imbatte in una  roccia troll, cioè un bizzarro sassone col naso, che col buio si trasforma in un enorme e temibile troll…
Dell'universo fantastico creato dal giovane cartoonist inglese Luke Pearson  attorno al personaggio di Hilda – la BAO ha già provveduto a pubblicare anche l'episodio Hilda e il gigante di mezzanotte, più complesso ma ugualmente riuscito –  non è difficile rintracciare i riferimenti visivi e “sentimentali”  (di base, il mondo Mumin di Tove Jansson, i film di animazione di Miyazaki, la serie a cartoni "Adventure Time"). Ma sono altre le ragioni di un successo editoriale che mette d'accordo lettori piccoli e grandi in un genere relativamente nuovo come il fumetto (anche) per bambini. Gli spiriti, i giganti, gli omini di legno e i troll che popolano le pagine si muovono in un habitat che sembra giustificarli tutti, in una coerenza fantastica che fa apparire quotidiana la più strampalata invenzione, fondendosi con una ironia lieve e non complicata. L’avventura e il mistero sono immersi in una specie di straniante folklore atemporale in cui l'eroina agisce come se tutto ciò che le accade avesse al fondo un risvolto concreto e “interpretabile”. E poi c'è Hilda, protagonista bambina “vera”, non certo un'adulta mascherata, con la spontaneità e la naiveté tipiche della sua età che garantiscono la tanto ambita identificazione da parte dei lettori più piccoli. Molto curata infine - come accade sempre per i libri BAO - la confezione del libro, dalla copertina telata e decorata alle risguardie con ex libris.


 

 

 

 
 
 
 
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