I cavalieri di re Lev

I cavalieri di Re Lev
Un fiore che sboccia la notte di San Giovanni e regala a chi lo coglie il potere di ritrovare i tesori perduti, una volpe astuta che rimane giocata dalla sua eccessiva ingordigia, un cosacco legato ad un’antica maledizione che solo l’amore può sciogliere, una moglie troppo chiacchierona che viene beffata da suo marito, un vitellino di pece che diventa la miniera d’oro di un’anziana coppia: sono alcune delle favole tipiche dell’Ucraina raccolte in questo volume da Sofia Gallo e Tetyana Gordiyenko. Un vero e proprio viaggio nella cultura di un paese troppo spesso poco conosciuto, impreziosito dal testo a fronte in originale e da un’appendice dedicata alla lingua ucraina: un misto di russo, polacco e ceppi slavi, che era stata vietata sotto il regime sovietico...
Attraverso le fiabe popolari e le antiche leggende riportate nel libro, possiamo esplorare non solo l’humus di un popolo che nei secoli ha subito molte dominazioni senza perdere il suo carattere, ma anche la geografia variegata delle terre ucraine. Scopriamo così che Kiev nei tempi antichi era considerata magica, perché sulle sue colline si credeva che si riunissero le streghe più potenti, a festeggiare l’inizio dell’estate. “Mykyta Conciapelli e il Drago” è la favola dedicata alla fondazione della città: si narra infatti che – intorno all’anno mille – un mostro a tre teste emerse dal fiume Pucaj e iniziò a rapire le belle fanciulle, finché fu estratta in sorte per essergli sacrificata addirittura la figlia prediletta del principe. Fu proprio un umile conciapelli dalla forza portentosa a sconfiggerlo e nella sua battaglia con il drago per primo disegnò i confini della futura Kiev, fino al Mar Nero, dove affogò l’orrenda creatura: sul solco che aveva tracciato trascinando la bestia venne eretta la Muraglia del Drago, a difesa della città. Nella fiaba che dà il titolo alla raccolta scopriamo invece il fascino di Leopoli e dei monti Carpazi, mentre “Il Cosacco Nero” è un inno al coraggio della popolazione ucraina di fronte alle invasioni dei Tartari. Protagonisti delle storie sono contadini, fabbri, umili vecchietti che, come nella migliore tradizione popolare, si cavano dai guai grazie alla loro astuzia e al loro buon cuore. Le illustrazioni a china di Yuriy Rudyuk, dal sapore antico e suggestivo, completano il libro, adatto sia per gli adulti appassionati di folklore che per i più piccoli, che possono così entrare in contatto con favole meno usuali di quelle a cui siamo abituati ma altrettanto dense di significati e sottotesti.

 

 

 
 
 
 
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