I fiori della piccola Ida

I fiori della piccola Ida

I fiori fanno cose meravigliose, danzano tutta la notte, si trasformano in farfalle e parlano tra loro con il linguaggio dei mimi. Così racconta lo studente alla piccola Ida, triste perché il mazzolino di fiori raccolto il giorno prima si è improvvisamente afflosciato, come fosse stanco. Ida ascolta sempre affascinata il giovane che le fa compagnia e che riesce a creare figure e forme bellissime con la forbice; le sue storie riescono a risvegliare in lei la fantasia e al curiosità. “Perché oggi sembrano stare così male?”, la bambina lo chiede continuamente allo studente, non riesce a capire il motivo di quell’appassimento così veloce e una risposta banale non basterebbe a farla stare meglio. Il ragazzo lo capisce e la sua risposta, pronta e inattesa, cattura subito l’attenzione di Ida: i fiori sono semplicemente stanchi perché hanno ballato tutta la notte. I fiori ballano? Dove? La piccola Ida dimentica subito il suo dolore e da quella risposta comincia un viaggio che parte dal giardino e arriva fino al castello che si trova fuori dalla porta della città. È lì che tutti i fiori si trovano per divertirsi e per danzare, circondati dalla musica e dal loro delicato profumo: le rose giocano a fare i sovrani, le creste di gallo i cortigiani mentre i tulipani e i gigli gialli sorvegliano la festa come anziane signore. Quando è ora di andare a dormire Ida è irrequieta, ha sistemato i fiori nella stanza dei giochi, nel lettino dove di solito dorme la sua bambola preferita, ma la curiosità cresce sempre di più e la voglia di vedere se i suoi fiori ci sono ancora o sono andati al ballo è molto forte…

I fiori della piccola Ida è uno tra i racconti meno conosciuti di Hans Christian Andersen, riproposto dalla casa editrice Edizioni Corsare con la traduzione di Daniela Iride Murgia, non solo curatrice del testo ma anche autrice delle splendide illustrazioni. Il risultato è un binomio perfetto tra testo e immagine: la poesia, la curiosità e il potere della narrazione viaggiano parallelamente tra le pagine; la minuzia e l’accuratezza dei particolari, l’eleganza del tratto e la scelta della tavola cromatica si sposano perfettamente con il testo delicato e a tratti onirico. Anche il formato rende la giusta ariosità alle pagine: una buona mediazione tra l’albo illustrato classico e il formato narrativo, con la copertina rigida, comodo da tenere in mano e da sfogliare. Una fiaba magica dove il confine tra realtà e sogno scompare e lascia il posto alla curiosità e ad un mondo a misura di bambino. Non a caso a rispondere alla domanda della piccola Ida è un giovane studente che ama ritagliare figure di carta, un bambino che racconta ad una bambina, cosa c’è di più magico? Gli adulti compaiono sporadicamente a screditare le parole del giovane, a cercare di riportare i bambini con i piedi per terra, come se sognare fosse solo una perdita di tempo, senza però ottenere alcun risultato perché il potere delle storie è più forte della realtà. Un bellissimo racconto da leggere a voce alta, per sognare insieme prima di andare a dormire.



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