I guardiani del Colosseo

I guardiani del Colosseo
In un'afosa notte romana di fine luglio, tre ragazze festeggiano il buon esito dell'ultimo esame universitario di una di loro, Roberta, seguendo un concerto nei giardini di piazza Vittorio. Girovagando per il parco, le giovani scoprono in un angolo un misterioso monumento, la porta magica: qui ha aperto bottega un'astrologa e Roberta, un po' per scherzo un po' per curiosità, accetta di farsi leggere il futuro. L'indovina fa scegliere alla ragazza 8 tarocchi da uno strano mazzo: bizzarri personaggi cominciano a uscire dalle carte e a volteggiare per la stanza, gettando nel panico Roberta. L'astrologa le spiega che ognuno di quegli esseri è protagonista di una strana storia, e che se la ragazza riuscirà a narrare su carta le loro storie, potrà realizzare il suo sogno più grande: fare la scrittrice. Roberta esce dalla porta magica molto confusa e perplessa, e il suo sgomento aumenta quando si rende conto che la stanza che ha appena visitato non è mai esistita. Tutto un sogno? Eppure in tasca ha ancora gli 8 tarocchi in attesa di una storia...
Un pugno di pietra che da una teca di museo anela a ricongiungersi con le altre parti del corpo per dare di nuovo vita a una statua colossale; un imperatore che sfida Dioniso costruendo una reggia tempestata di oro e pietre preziose talmente lucente da sconfiggere l'oscurità imposta dal dio adirato; misteriose creature nascoste in una grotta di campagna; un bambino che 'entra' in un dipinto e incontra una pattuglia di guerrieri di ronda attorno al Colosseo; un misterioso ragazzo in jeans che ha il potere di dare vita al tritone dell'omonima fontana romana e a un draghetto di pietra che per un secolo aveva vegliato immobile sulla facciata di un palazzo; un vento che si innamora di una ragazza e viene ingannato dal diavolo, anch'egli incapricciato della bella giovane; un gruppo di bambini che comunica con l'equipaggio di un'astronave aliena spargendo colori in una piazza. Ecco i protagonisti di questi esili raccontini, quasi frammenti, illustrati dai bei  disegni di Carmen Poidomani – poco valorizzati dal piccolo formato del volume, purtroppo. La sensazione è quella di magici acquerelli, sogni ad occhi aperti nei quali le leggende e le tradizioni dell'antica Roma si ibridano con una fantasy dall'approccio molto light: un approccio simile a quelle della Licia Troisi del ciclo de La ragazza drago, ma naturalmente qui appena accennato. Roberta Argenti alterna finezze e ingenuità narrative, come si conviene a un'esordiente: attendiamo con simpatia da lei prove più mature.

 

 

 
 
 
 
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