I tre porcellini

I tre porcellini
C'era una volta una mamma scrofa che aveva tre figli. Li ama molto, ma siccome ormai erano grandicelli, li esorta ad andare in giro per il mondo in cerca di fortuna. I tre fratelli preparano le valigie e si apprestano ad andare in cerca di fortuna. Pur diversi nel carattere, nella voglia di fare e nell’affrontare la vita, decidono di rimanere uniti e di costruire tre case vicine tra loro. La differenza di indole fra loro però si manifesta fin da subito nelle abitazioni: il porcellino più frettoloso e sprovveduto costruisce in poco tempo una casa di paglia; il fratellino più giudizioso e scrupoloso la costruisce di mattoni, mentre il terzo porcellino, da buon mezzano, erige una piccola casa fatta di legni. Le difficoltà della vita si manifestano sotto le sembianze di un feroce lupo nero dotato di grandi polmoni che in quattro e quattr’otto distrugge le case di paglia e di legno, mettendo in serio pericolo i due sprovveduti fratellini che trovano rifugio e salvezza nella solida casa del fratello più saggio. L’astuzia finale che sconfigge il cattivo lupo sarà però merito di tutti e tre...

La fiaba I tre porcellini è tra le più conosciute e quella che, forse, esprime meglio la crescita in generale. L’autonomia inizia già in casa, con la mamma che sprona i figli ad andare all’avventura, che non sceglie di proteggere per troppo tempo, ma che anzi invita a partire senza timore, pur sapendo e allertando i tre che il mondo è pieno di pericoli. L’adattamento di Xosé Ballesteros descrive fin da subito i caratteri determinati dei tre fratelli, che al momento di costruire la nuova casa non riescono a mettersi d’accordo perché ognuno vuole realizzarla in modo diverso. Una bella metafora per raccontare come ognuno debba affrontare le situazioni pensando con la propria testa, pur rispettando le idee degli altri. E poi, quando le difficoltà bussano letteralmente alla porta, non c’è rancore o astio tra i fratelli, anzi si aiutano perché alla fine è l’unione che fa la forza. Marco Somà corona il testo fresco e incalzante di Xosé Ballesteros con illustrazioni che delineano le caratteristiche dei tre fratelli attraverso particolari minuziosi, come le tre valigie, diverse sia per la forma (bellissima quella ad anguria) sia per il contenuto (un caso che il costruttore della casa di paglia abbia nella sua un pupazzo a forma di lupo?). E poi il lupo, secco e spigoloso, che si intravede nelle pagine, silenzioso spettatore che attende con pazienza la sua entrata in scena. Un albo prima di tutto da osservare con attenzione, poi da leggere insieme: i bambini soffieranno e soffieranno insieme al lupo e rideranno della stoltezza dei due fratellini, sperando facciano tesoro del fatto che la fretta e la svogliatezza nella vita non sono delle buone consigliere.



 

 

 
 
 
 

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