Il bambino nella bolla

Il bambino nella bolla

Fa la piccola Matilde mille bolle di sapone, soffia forte, soffia piano, soffia fino al seggiolone. E una bolla dispettosa, grande come un palloncino, si avvicina silenziosa e inghiottisce Marcolino. Il bambino, sorridente, nella bolla trasparente gioca a farsi dondolare e si lascia trasportare. “Mamma, mamma!” urla Matilde. “Marcolino sta volando!” “Sei sicura, piccolina?” Forse, forse, stai sognando!” “Presto andiamo, su corriamo, altrimenti sparirà! Se finisce addosso al muro tanto male si farà.” Ma il bambino nella bolla si rigira ed è contento sorvolando verdi prati, si diverte e segue il vento …
Inizia così l’avventura di una bolla, anzi, del bambino contenuto nella bolla che per uno scherzo della fisica si trova a sorvolare la città sotto lo sguardo attonito dei passanti. Tutti sono pronti a collaborare per tirar giù Marcolino che, in realtà, sembra più beato che spaventato. Nella corsa sfrenata per fermare la bolla, situazioni surreali e buffi personaggi si susseguono a ritmo di rima: Zia Miralda, la sorella di zia Lella, lo zio Dante zoppicante che preoccupandosi all’istante diviene subito pimpante, Salvadore il corridore, c’è persino Don Fernando, il reverendo, sconcertato ed allarmato che dice a tutti i bimbi “Siete pronti? Marcolino va salvato”. Capita anche che una lunga catena di bambini, che punta dritto verso il cielo, provi tirar giù il piccolo, sempre più deliziato dall’aerea avventura, ma è Gabriele il vero eroe, “con la fionda tra le mani, Gabriele birichino, aggrappato al campanile punta dritto a Marcolino. Ma che idea fenomenale, e che mira eccezionale, la sassata più geniale senza neanche fargli male!”. Un libro spassoso e spensierato quello della neozelandese Margaret Mahy, già autrice di molte storie e originalissimi romanzi per ragazzi. La Mahy si è aggiudicata premi e riconoscimenti internazionali tra i quali  l’“Hans Christian Andersen Author Award” nel 2006 - conosciuto anche come il “Piccolo premio Nobel” della narrativa per l’infanzia - e per ben due volte  ha ottenuto la Carnegie Medal, premio assegnato annualmente a scrittori per bambini che pubblicano nel Regno Unito. Un testo “garantito” dunque, che si farà leggere tutto di un fiato grazie alla rima, che è il suo vero punto di forza, per la capacità "naturale" di coinvolgere i lettori in una storia tanto scoppiettante. In filigrana, tra le rime e il divertimento, si intravedono anche due spunti tematici interessanti: da una parte il senso della comunità (è una grande coperta tenuta saldamente da tutti a permettere l’atterraggio di Marcolino), dall’altra l’eroe nei panni dal bambino più discolo (la sua fionda, almeno questa volta, viene utilizzata per una buona azione). Le  vivaci illustrazioni di Polly Dunbar funzionano a dovere coi testi del libro. Il tratto della sua matita non svela soltanto la stramberia dei personaggi ma anche le loro più intime emozioni, in modo chiaro e realistico (soffermatevi sulle facce, c’è da divertirsi!).  Onore al merito della traduttrice, Marinella Barigazzi, che è riuscita a preservare la scorrevolezza dell’originale, senza rinunciare alle preziosissime rime. Il libro funziona anche grazie a lei. Infine, un piccolo “esperimento” per insegnanti e genitori: provate ad utilizzare il libro con i bambini restii alla lettura (quella ad alta voce dei genitori); leggeteglielo provando a fargli completare le rime, vedrete che il coinvolgimento è un’arma insostituibile per attirare i più piccoli.

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