Il cane blu

Il cane blu
Carlotta è una bimba dai begli occhi neri e profondi. Un giorno un grande cane, dall’inusuale mantello blu, le si avvicina sulla soglia di casa e Carlotta si impietosisce per il triste destino che legge nello sguardo buono e profondo del grande animale. Così, da un pezzetto di cibo che la bimba dona all’animale nasce una tenera frequentazione quotidiana. La preoccupazione della madre della bimba si manifesta presto. In apprensione per il pericolo che comporta la presenza di un cane sconosciuto nei pressi della casa, la donna impone a Carlotta il divieto di vedere nuovamente l’animale. Carlotta quindi congeda con tristezza il suo amico, che con dignità rispetta la decisione presa e se ne va. Fino a quando l’allontanamento e lo smarrimento di Carlotta nel bosco, il buio sopraggiunto, i suoni inquietanti della notte, il terrore della solitudine provato dalla bambina portano Cane blu a tradursi in salvezza per la sua amica. E con grande coraggio e impeto accorre a proteggerla dai pericoli e dagli attacchi delle belve che la minacciano, arrischiandosi in un combattimento feroce e spietato con lo Spirito della foresta, la bimba ignara ed esausta abbandonata in un sonno inconsapevole e vulnerabile. L’alba porta luce e liberazione, e una vispa e gioiosa Carlotta torna a casa sulla groppa del suo amico, che viene adesso accolto con gratitudine all’interno della famiglia. «Vuoi restare con me per sempre?» «Dormi, piccola, resterò sempre con te» risponde Cane Blu.
Nadja è l’autrice del testo e delle illustrazioni del libro, uscito nel 1989 e vincitore del premio Totem del Salone del libro per l'infanzia di Montreuil. Con grande poesia e candore il libro regala grandi immagini semplificate, dai colori accesi e vibranti (con echi un po’ fauve e un po’ naif), che arrivano dirette al cuore del lettore. Nadja snoda il racconto attraverso i canoni più rappresentativi della narrazione per l’infanzia (incontro, smarrimento, pericolo, scontro, redenzione finale) e ci descrive la purezza e la forza dell’amicizia lontana da ogni sorta di pregiudizio. Ci parla della diversità che non incute paura: uno strano manto blu non può offuscare un grande cuore. E ci fa capire che i bambini questo lo sanno, e lo sanno molto più di tanti adulti perché non ne hanno maturato ancora le paure e i freni. I bambini non conoscono il senso del pericolo, i bambini non temono il diverso: sono racchiuse qui forza e vulnerabilità del pensiero infantile. Il loro sguardo è limpido e disinibito, riesce a oltrepassare convenzioni, è anticonformista, ha una prospettiva spesso ribaltata e semplificata rispetto alle molte considerazioni sagge e penalizzanti del pensiero di noi adulti (come ci è familiare il divieto imposto da una madre giustamente preoccupata ma non centrata sulle emozioni che la bimba prova per l’animale…). Questo ci vuole forse suggerire Nadja attraverso la bella e limpida storia di Carlotta e Cane blu. L’amicizia riesce a spingersi oltre ogni convenzione e può affrancare distanze e appartenenze. Riesce a insegnarci, insomma, il bello e il valore del diverso.

 

 

 

 
 
 
 
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