Il Comunismo spiegato ai bambini capitalisti

Il Comunismo spiegato ai bambini capitalisti
È una lunga avventura, che spesso fa un po’ paura, quella del comunismo, i cui principi di uguaglianza e condivisione - più o meno codificati - hanno accompagnato l’uomo sin dalle prime aggregazioni organizzate: si sono manifestati in nuce nella città sumera di Ur, sono stati diffusi nel mondo antico dai seguaci di Gesù di Nazareth, sono sopravvissuti al Medio Evo e grazie all’opera di opposizione di Muntzer, Wycliff e Hus al potere della Chiesa, sono sbarcati nei secoli successivi, dando voce e corpo alle utopie di Moore e Campanella, ai principi illuministi codificati da Rousseau e Voltaire nelle loro indagini sulle basi del vivere comune, hanno traguardato la sanguinosa rivoluzione francese e, alimentandosi del pensiero dei primi utopisti e dalle poderose trasformazioni della Rivoluzione industriale, attraverso il loro più grande e noto teorizzatore, Karl Marx, arrivano ad infiammare gli animi e gli scenari di tutto il pianeta tra la fine del 1800 e la fine del 1900.
I primi esperimenti sociali nella Comune di Parigi, la lotta di Classe, le condizioni dei proletari tra le due guerre, gli equilibri scaturiti dalla Seconda guerra mondiale, la repressione delle apostasie, i complessi scenari i della Guerra fredda, Mao, Che Guevara, Allende, il terrorismo in Europa… nulla viene risparmiato dall’autore ai bambini capitalisti. Un’opera che ci si augura di aver letto da bambini, che fa venir voglia di raccontare, condividere, comunicare, di fornire alle nuove generazioni gli strumenti interpretativi per riparare agli errori generati spesso da una scarsa considerazione delle differenze, patrimonio peculiare di ogni essere umano, e che al tempo stesso contrasta l’idea che a causa dei molti fallimenti del comunismo quello capitalista sia l’unico mondo possibile. Se un bambino si avventurasse a chiedere il perché, probabilmente l’unica risposta che otterrebbe sarebbe “il sistema capitalista ti permetterà di soddisfare tutti i tuoi desideri. Ti viene in mente una cosa che vuoi? Puoi averla. Basta che tu segua questa strada e queste regole e sarà tua. Non preoccuparti per gli altri: hanno le tue stesse possibilità, se saranno abbastanza forti ce la faranno anche loro”. Un linguaggio semplice ma mai semplicistico, concetti complessi sminuzzati ma non sminuiti per pavimentare e rendere agevole una galoppata a rotta di collo attraverso la più grande e longeva delle avventure umane: la lotta per realizzare l’aspirazione all’uguaglianza, garantire il diritto degli esseri umani in quanto tali e non in quanto mezzi di produzione.

 

 

 
 
 
 
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