Il fantasma del generale

Il fantasma del generale

“Se un fantasma bussa alla finestra della tua camera da letto, di certo c’è una storia da raccontare”. E nel paese di Cesare Mondrigo, l’eroico Generale che di notte vaga in forma di fantasma senza volto alla ricerca di uno specchio, la sua terribile storia è una certezza di cui nessuno ama parlare ma che chiunque in sé tacitamente teme. A Borgo questa è una storia che piace perché in sé racchiude qualcosa di magico, una sorta di maledizione misteriosa. Nel paese d’altro canto le cose misteriose piacciono assai, così come il fenomeno della Donna Serpente del circo Astra che per tre sere attira stupiti spettatori da tutto Borgo. Diciamo pure che a Borgo ogni alito di novità porta con sé ogni volta grande fremito, come quando ogni estate in piazza fa capolino il tendone blu con la scritta Paradis De Paris del signor Parigi (così lo chiamano in paese in onore della merce portata a suo dire direttamente dalla capitale francese). Quest’anno il signor Parigi ha da offrire niente po’ po’ di meno che una meraviglia, nuovissimi congegni tecnologici: due dozzine di sfavillanti bicicli! Il paese sembra impazzire dalla gioia alle prese con queste sbalorditive macchine; e un po’ tutti, uomini e donne, dalla vedova contessa al farmacista, sono visti sfrecciare nei vicoli e nelle strade di campagna in sella agli strabilianti veicoli, contenti di soppiantare in un baleno faticose e lente distanze a passo d’uomo…

Giunto alla sua terza veste editoriale (dopo essere stato pubblicato una prima volta da Feltrinelli Kids nel 2000 e poi dalle Nuove Edizioni Romane nel 2010), questa volta con l’editore Parapiglia, il romanzo continua meritarsi un posto speciale tra gli scaffali di libri per ragazzi. Guido Quarzo, dopo anni di insegnamento nella scuola elementare, si può considerare ormai un’affermata firma nel mondo della letteratura e del teatro per l’infanzia (tra gli altri riconoscimenti ricordiamo il Premio Cento e il Premio Andersen nel 1995 come miglior autore e nel 2013 con il romanzo La meravigliosa macchina di Pietro Corvo, edito da Salani). Con una ambientazione un po’ alla De Amicis, di un’Italia di piccoli borghi rurali con l’atmosfera decisamente retrò e fuori del tempo, in quel 1899 di fine secolo in cui l’idea di futuro rappresentava ancora qualcosa in qualche modo misterioso e affascinante, il libro arricchito dalle eleganti illustrazioni di Nella Bosnia si popola di tanti personaggi divertenti e bizzarri, piacevolissimi e magnificamente scritti: il parroco Don Pratico, il vecchio custode Fosco strambo ma bonario, il professor Gustavo Lòmbrico, il maestro Evaristo Carta con il suo cane Pitagora, la vedova Pons-Paté e tutti gli altri, vere proprie delizie per una lettura di qualità che si distingue fuori dalla massa dei titoli oggi in circolazione.



 

 

 

 
 
 
 

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