Il fighissimo mondo di Tom Gates

Il fighissimo mondo di Tom Gates
Tutti i bambini amano scarabocchiare, soprattutto sui quaderni di scuola: cani, gatti, casette, alberi, mostriciattoli e macchinine, ma Tom Gates fa dello scarabocchio una vera arte. Attraverso le pagine del suo quaderno scopriamo le mille avventure in cui un bambino riesce a trasformare la routine quotidiana. Appena sveglio lo attende la sessione mattutina di dispetti contro la sorella Delia, di cui l’occultamento degli occhiali da sole e l’occupazione prolungata del bagno sono esempi irrinunciabili; si passa poi alla strada che lo divide da scuola, percorsa in bicicletta e con la colazione ancora tra i denti, in compagnia del suo amico Derek: nonostante siano solo pochi metri, non è facile arrivare puntuali se nel percorso ci si imbatte nel negozio di riviste e caramelle. E infine l’aula, con i compagni e i professori, protagonista della maggior parte delle divertenti vignette in cui Tom traduce la realtà in immaginazione. In classe le lezioni si susseguono e ognuna lascia una traccia sulle pagine del quaderno di questo piccolo dispettoso illustratore, nulla sfugge alla sua matita, neanche i baffi della professoressa Worthington, che offesa e sorpresa al contempo, non esiterà a mandare una lettera di demerito ai suoi genitori. Ma non sarà certo questo a scoraggiarlo: per Tom disegnare è una necessità e una passione, anche a costo di farsi sgridare o di guadagnarsi noiose punizioni, lo fa per passare il tempo durante le lezioni di matematica, per prendere in giro il suo compagno di banco Marcus Meldrew, per trovare il logo della sua nuova band e addirittura per cercare di conquistarsi la simpatia della bambina più carina della classe, Amy Porter. Anche quando la scuola finisce e si torna a casa, Tom continua trasformare la sua vita in bizzarri fumetti, così conosciamo i suoi parenti, tra cui i nonni soprannominati “fossili”, e le disavventure delle vacanze in campeggio, la gita al museo egizio e infine il grande evento dell’anno a cui Tom farà di tutto per partecipare, il concerto dei Dude. Tanti ostacoli sembrano allontanarlo dal suo obbiettivo ma Tom, con ingegno, ironia e tanta fortuna, riuscirà ad avere molto di più di quanto potesse anche solo immaginare. Neanche l’arrivo della fine del semestre riesce a farlo mettere in riga e con una delle sue mirabolanti scuse salta per l’ennesima volta la consegna dei compiti, chissà se le vacanze porteranno un po’ di giudizio oltre che a tante nuove avventure da disegnare…
Un libro-fumetto adatto a far passare più velocemente il tempo di un viaggio o di un pomeriggio sotto l’ombrellone, buono per i bambini, scarso per i ragazzini, assolutamente inadatto agli adulti appassionati di fumetti o libri per ragazzi: l’ironia tipicamente inglese lascia (molto) spesso a desiderare e per chi avesse già finito le elementari, la maggior parte delle situazioni risulta noiosa e poco accattivante. I personaggi vestono anche troppo a pennello i tipici soggetti presenti in ogni classe: lo spilungone, lo scalmanato, il secchione, il bello e la bella, solo i professori a volte ci sorprendono con una clemenza e un atteggiamento confidenziale e amichevole a cui in Italia, almeno nella maggior parte dei casi, non siamo abituati. Forse la cosa migliore è regalare questo libro insieme ad una bella scatola di matite e pastelli, e vedere se la passione per il disegno di Tom riesce a trasmettersi anche ai piccoli lettori. 

 

 

 

 
 
 
 
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