Il GGG

Il GGG

È una notte illuminata dalla luna e Sofia e l’unica sveglia nel suo dormitorio: non riesce a prendere sonno neanche adesso che tutti i rumori sono scomparsi e che il silenzio è perfetto anche per strada. È l’Ora delle ombre, quel momento in cui “tutti gli esseri oscuri escono all’aperto e tengono il mondo in loro possesso”. Sofia si alza per chiudere meglio la tenda ed eccola là: una cosa enorme, magrissima e oscura che risale la strada. Una cosa, anzi, un individuo. In men che non si dica, Sofia si trova fuori dal suo letto, fra le mani di un gigante che fino a un attimo prima stava soffiando qualcosa nella finestra dei vicini. Sofia è la prima persona, la prima popollana  ad aver notato questo gigante, enorme ma magrolino rispetto ai suoi simili; spaventoso per una babbina ma in realtà molto gentile e vegetariano; con un modo di esprimersi forse un po' singolare ma affascinante. Assieme al Grande Gigante Gentile Sofia conoscerà gli altri decisamente meno gentili giganti, andrà a caccia di sogni, assaggerà lo schifente cetrionzolo, troverà un sistema per coinvolgere nientemeno che la Regina d’Inghilterra in persona nel tentativo di impedire ai giganti di intripparsi nuovamente di svedesi dal sapore agrodolce o di panamensi dal sapore di cappello.

Il GGG è un classico che non ha bisogno di presentazioni, una fiaba creata dosando abilmente i giusti ingredienti: la paura, la magia, l’avventura, la missione (che sembra) impossibile, gli eroi che la compiono. Ci sono i giganti spaventosi e violenti e nessuno sconto è fatto all’immaginario truce che li accompagna: i bambini vengono mangiati davvero, i giganti litigano senza motivo picchiandosi e maltrattando il più piccolo tra loro... Sofia finisce perfino nella bocca di uno di essi, tra il ripugnante cetrionzolo e l’alito fetido del gigante. Ma il registro del basso corporeo ha anche i suoi lati divertenti, come nel caso dello sciroppio che fa petocchiare. La stranezza o, meglio, la differenza di valori di un altro mondo è sottolineata dalla creatività che dà vita a una vera e propria nuova lingua, fantasiosa e straniante. L’avventura è costruita perfettamente e sa essere avvincente senza tralasciare, di tanto in tanto, ragionamenti complessi: è giusto che i giganti mangino gli umani che non gli hanno fatto niente? Allora è giusto che gli umani mangino i maiali? “Ognuno fa regole che va bene solo a se stesso”.  Si potrebbe rendere al GGG tutto il merito di parlare in una chiave accessibile ai bambini di alterità, differenze, accoglienza, inclusione, pace tra i popoli e perfino antispecismo... ma la verità è che funziona bene perché è una buona fiaba e nelle fiabe perfino i giganti più temibili e sanguinari possono aspettarsi di ricevere una lezione da una bambina che ha un grande amico.



 

 

 

 
 
 
 

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