Il Leone Mangiadisegni

Il Leone Mangiadisegni
Avete mai sentito parlare di quel leone che preferiva una gustosa insalata di disegni di bambini a un bel piatto unico di gazzella? Faceva scorpacciate ad ogni ora della giornata, spazzolava risme di fogli senza batter ciglio, non si fermava nemmeno davanti al mal di pancia (bastava la precauzione di evitare il giallo e il rosso, notoriamente meno digeribili). Una rigida dieta “grafica” con quantità adatte a un appetito reale. Per saziare una fame tanto “bestiale” e scongiurare il ritorno del felino al regime alimentare più consono alla sua specie, i genitori decidono di impegnare i bambini a tempo pieno per produrre disegni sempre freschi. Nessuno è autorizzato a trattenerli per sé, finiscono tutti (dal primo scarabocchio all’ultima principessa) tra le fauci del famelico leone. Ma un conto è disegnare per piacere, un altro è esservi costretti, così i piccoli cominciano a stancarsi e a farlo male, con grande disappunto del dittatoriale felino, sempre più insoddisfatto e affamato. La situazione è sul punto di precipitare quando un bambino, più coraggioso e sveglio degli altri, decide di affrontare a viso aperto il re della foresta per convincerlo a rinunciare al suo quotidiano “tributo di colore”...
Ammetto di avere un debole per Gianluca Folì. L'illustratore romano - autore, assieme a Davide Calì del bellissimo L'orso con la spada - possiede una forza visionaria e una capacità di condensare le idee nel disegno davvero fuori dal comune. Questa volta il suo talento è al servizio di una storia dal sapore surreale, più improbabile che fantasiosa, in cui, come ne L'orso con la spada, emerge la figura di un protagonista animale dal tratto socio-fobico che terrorizza tutti. Le analogie si fermano qui, almeno dal punto di vista narrativo, perché, mentre l'orso percorre fino in fondo la sua parabola tragica di redenzione per tornare ad amare gli altri, il leone si vede consegnata dal bambino la chiave per riabilitarsi senza dimostrare di meritarsela, ma anzi ci riesce soggiacendo a un inganno. L'epilogo, un po' forzato in verità, è il trionfo del bambino, che “doma” il leone abbindolandolo con l'adulazione: un lieto fine in cui, come da copione, quello piccolo e furbo ha la meglio su quello grande e un po' ottuso. Ma sono soprattutto le sfavillanti tavole di Folì a catturare l’attenzione. Un'eruzione pirotecnica di colore e inventiva (a colpi di spray, matita e acquarelli) che, come accade nei suoi lavori, convive con un alto tasso di bianco. Il bianco rappresenta l'elemento che fa detonare le figure colorate e insieme crea quel'effetto di straniamento che è il segno particolare di Folì. Di fronte a un impatto visivo così ricco e stimolante, il mio invito è a scoprire e a gustare anche l'equilibrio sottile che si crea tra la turbolenza impressa alle illustrazioni, che sembrano costruite su un campo di forze a intensità e direzione variabili, e la poesia dei dettagli. Mi sta venendo fame…

 

 

 

 
 
 
 
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