Il libro con le pulci

Il libro con le pulci
Tutto ha inizio in una fiera di paese. Babalù lascia la sua amica e la sua famiglia per un succulento boccone fatto di salsicce arrosto. Viene travolto da un vortice di luci, suoni, odori… niente che somigli neanche vagamente alla sua casa… Così resta solo, con la sua macchia bianca sul muso, e capisce che, da quel momento, deve cavarsela da sé. Inaspettatamente, però, si ritrova in compagnia… di una pulce. Un cane e una pulce, ”amici per la... pelle”, diventano inseparabili compagni di avventure. Arancia, invece, le aveva provate tutte per scrollarsi di dosso il suo sgraditissimo “ospite”. Per una gatta indipendente come lei, sarebbe stato davvero sconveniente mostrarsi mentre ci si gratta… ma nulla aveva sortito l’effetto sperato. Fino a quel bagno liberatore, certo contro natura, ma efficace e risolutore: niente più compagnia di pulci!
Ma le pulci, si sa, non sanno stare sole… Davìd era da tempo alla ricerca di piccoli, piccolissimi animaletti con cui condividere la sua passione: ricreare quello speciale legame tra uomini e animali che lo aveva affascinato da sempre durante le sue frequentazioni al Circo. Le sue piccole “amiche” diventano così “minuscoli atleti ma con gli occhi verso le stelle”…
Il cane, la gatta e il bambino sono il pretesto per raccontare un capovolgimento di prospettiva. Le pulci sono le vere protagoniste del racconto, narrato attraverso l’esperienza e la voce di Babalù, Arancia e Davìd.
La metafora esprime l’elogio del piccolo e invisibile agli occhi. Sembra quasi riprendere Antoine de Saint-Exupéry, “l’essenziale è invisibile agli occhi”… Non sempre infatti grande significa migliore. Lo stile diretto e asciutto, rende il racconto divertente e coinvolgente, ma soprattutto si presta a diversi livelli di lettura e interpretazione: diventa un libro per adulti così come per bambini. La scorrevolezza della lettura risulta legata soprattutto alla trovata narrativa della “staffetta”: i personaggi “si passano il testimone” creando nuove situazioni e nuove prospettive, stimolando la curiosità del lettore, piccolo e grande. Le illustrazioni che si inseriscono tra le pagine, a interrompere (solo per un attimo) il ritmo del racconto, lo arricchiscono (a volte, però, togliendo un po’ di spazio all’immaginazione), permettendo anche al pubblico dei più piccoli di accostarsi bene al testo. Daniela Valente non è nuova alla sperimentazione e l’accoppiata con Sandro Natalini, grafico e illustratore di testi per ragazzi funziona. Un libro da far leggere ai bambini ma, ancor più, da leggere con i bambini per stimolare il confronto e, perché no, per una sana risata.

 

 

 

 
 
 
 
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