Il libro dei miei record disastrosi

Il libro dei miei record disastrosi
Ben Cardin (non Benjamin!) ha 11 anni e 111 giorni, i genitori pensano che non abbia abbastanza fiducia in se stesso (così dice la mamma al telefono con la nonna), la prof. di musica dice che non c’è nessuno più stonato di lui e la sorella Lina non si fa problemi a chiamarlo “grosso stupido”. Insomma Ben non se la passa tanto bene, non c’è nessuno più imbranato o sfortunato di lui, o almeno così pensa, e per tenere traccia dei suoi record decide di tenere e di darsi un diploma per ogni traguardo raggiunto. Ben in un solo giorno è riuscito a collezionare 29 insulti (ricevuti, non dati), mentre un altro giorno ha battuto il record dei rutti in tavola, e un altro giorno ancora il record dei calzini inservibili…

Il libro dei miei record disastrosi è scritto davvero come un diario, con appunti, cancellature e note ai lati. È un libro adatto a lettori preadolescenti: Ben Cardin come tutti gli undicenni (anche noi a suo tempo) è assolutamente convinto di essere il peggior sfigato sulla faccia della Terra. Ben è in effetti un po’ impacciato, appunto come tutti gli undicenni, e per questo è adatto a raccontare la normalità di sentirsi costantemente fuori luogo. Le sue avventure sono tutte molto semplici, e noi facciamo sempre il tifo per lui, piccolo Davide che affronta Golia sulla soglia tra infanzia e prima maturità. L’unico limite è l’età: certe cose le possono capire solo i ragazzini tra i 9 e i 12 anni.

 

 

 
 
 
 

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