Il libro del tempo - La pietra scolpita

Il libro del tempo - La pietra scolpita
La vita di Samuel Faulkner è cambiata radicalmente da quando ha perduto la madre in un incidente. Non solo è stato costretto a fare i conti con un dolore lancinante, così profondo da fargli vivere ogni possibile gioia come un imperdonabile tradimento, ma ha anche dovuto accettare la scomposta reazione di suo padre Allan a quel lutto intollerabile. Tuttavia, sebbene Sam sia ormai abituato alle stravaganze del genitore, non può che trovare stranissima la sua lunga assenza: dieci giorni senza dare notizie sono un po’ troppi anche per un uomo bizzarro come lui. Preoccupato e alla ricerca di un qualche indizio, Sam si imbatte in una curiosa pietra scolpita, nascosta nel magazzino della libreria di Allan assieme a un grosso libro di argomento tutt’altro che ameno – Crimini e castighi sotto il regno di Vlad Tepes – e a una moneta bucata nel mezzo, che sembrerebbe proprio fatta apposta per essere inserita in uno degli incavi del monolito… Un incastro apparentemente banale, ma con quali effetti collaterali! Basta un attimo, e Sam non è più nella libreria del padre, ma su una spiaggia sassosa, con addosso solo una specie di ridicola camicia da notte, circondato da tizi che sembrano monaci medievali. Beh, più che sembrarlo, lo sono! Sam è proprio finito indietro nel tempo, e per tornare alla sua epoca dovrà penare non poco. Ma altri viaggi lo aspettano, visto che suo padre è intrappolato a molti secoli di distanza, nelle orride prigioni del sanguinario tiranno passato alla leggenda come Dracula…
Comincia così, con un imprevisto balzo indietro nel tempo, la trilogia che lo storico e scrittore Guillaume Prévost ha pensato per un pubblico di giovani lettori, costruendola attorno al rocambolesco e sincopato viavai tra passato e presente di Samuel, simpatico ragazzino alle prese con i tipici problemi dell’adolescenza (vessazioni dei soliti bulli, pene d’amore, professori impossibili, interrogazioni al cardiopalma) mescolati a grattacapi ben più impegnativi e pericolosi – ma anche trasfigurati dai seducenti colori della magia e dell’impossibile. Dall’isola di Iona minacciata dalle scorrerie vichinghe alle fetide e mortifere trincee della prima guerra mondiale, dall’antico Egitto (l’Egitto c’entra sempre quando si tratta di misteri misteriosamente misteriosi, ormai è una verità romanzesca più che assodata; com’è assodato che il perfido Vlad c’entri spesso quando si tratta di cattivoni all’ennesima potenza) all’operosa Bruges dei tempi del pittore Van Eyck, l’intraprendete Sam, infaticabile “time-trotter”, è certamente un più che sfizioso cicerone della Storia, una guida ben poco accademica ma efficace per scoprire quanto affascinante possa essere il passato, solo a guardarlo con occhi meno appannati dalla noia dei doveri scolastici. D’altra parte, chi non ha mai sognato di poter viaggiare attraverso il Tempo? E la letteratura, quando blandisce sogni così diffusi, difficilmente manca il bersaglio. Piacevole.

 

 

 

 
 
 
 
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