Il mago delle bolle

Il mago delle bolle
La storia raccontata è quella del Maestro Michele Izumiki, un buffo direttore di orchestra dotato di grande talento e misteriosi poteri magici che realizzano i desideri di chi lo ascolta in giro per il mondo. I sogni dei suoi spettatori si trasformano in colorate bolle di sapone, il Maestro con un retino acchiappabolle li raccoglie per poi esaudirli. Ad aiutarlo ci sono i suoi fedeli amici, meravigliose creature che solo lui riesce a vedere: i monoriccetti, le serpentoline, le gufottorske, i pesci alanti, i pippistravagalli, … Tutto nella vita del Maestro Izumiki sembra procedere bene. Una sera d’estate, però, l’incontrò con Mabelle, violinista “dalla voce di usignolo e dagli occhi a mandorla” lo fa confondere, arrossire, incespicare, sudare, volare e… innamorare, cambiandogli la vita. Per la prima volta il Maestro sente di avere anche lui un desiderio: vivere accanto a Mabelle per tutta la vita! Prende allora il suo clarinetto e fa una grande e dolce bolla di sapone… ma alle sue spalle, all’improvviso, una grande Ombra rapisce la bolla-sogno e fugge via. Dopo l’iniziale momento di disperazione, il Maestro si getta nella ricerca, però non l'impresa non è affatto facile, i giorni passano inesorabili ed Izumiki teme che la sua bolla possa scoppiare prima o poi. Una notte, però, un pesciolino magico preso dal mare lo avvisa che l’Ombra è lì, proprio vicino a lui. Il maestro si gira e scorge nella barca accanto alla sua l’oscura presenza. Non perde tempo, riempiendola di insulti e chiedendo indietro quello che gli appartiene; ma sapete cosa si sente rispondere? Che l’Ombra che sta maltrattando è proprio la sua…
Una storia suggestiva e sospesa in un non-tempo quella di Elisabetta Jankovic ispirata alla spettacolo Overture des Saponettes di Michele Cafaggi (www.bollesapone.com), artista talentuoso che fa uscire grandi bolle dagli strumenti musicali proprio come il Maestro Michele Izumiki. La dimensione onirica è preponderante sia nel testo sia nelle tavole surreali della strepitosa illustratrice giapponese Izumi Fujiwara. I colori mutevoli corrispondono sempre ad uno stato emotivo (il giallo e il rosa per l’incontro con Mabelle, il rosso scuro che lo aggroviglia per la perdita dell’amata). I luoghi sono irriconoscibili, gli alberi si trasformano in serpenti, le case sembrano piegarsi, oscure presenze sono dappertutto e i personaggi mescolano le loro identità (come i pippistravagalli) non permettendo di riconoscerli. Non è un po’ quello che accade quando sogniamo? Il linguaggio dell’inconscio a volte è davvero misterioso anche se si tratta del nostro. Cosa avrà voluto dire quel sogno? Dove mi trovavo? Chi era quello? Mi sembrava di conoscerlo, ma… Cosa rappresenta, dunque, metaforicamente la lotta del Maestro Izumiki con la sua stessa Ombra? Molte persone, una volta che i loro sogni si realizzano, si pentono di quello che hanno chiesto e se ne lamentano. In effetti, il Maestro dovrà rinunciare a mangiare le cipolle a mezzanotte ad addormentarsi sul divano e dovrà lavarsi sempre i piedi. Ma lui è pronto a rinunciare a tutto per la sua Mabelle ed è così che con il suo retino magico riacchiappa la bolla perduta. E voi siete pronti a rinunciare a qualcosa per realizzare dei sogni? Correte a cercare la vostra bolla, non fatela scappare, ne vale sempre la pena. E il Maestro Izumiki potrebbe essere nei paraggi pronto ad aiutarvi.

 

 

 
 
 
 
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