Il mio amico gigante

Il mio amico gigante
C'è forse qualcosa di peggio che essere sudicio e verrucoso? Naturalmente! In un mondo di giganti, essere sudici e verrucosi è il minimo... ma come superare l'enorme problema di non essere enormi? Intanto si finisce spesso per diventare il giocattolo preferito del proprio fratello, presi in giro continuamente da tutti e in difficoltà nelle più semplici attività quotidiane, in un mondo a misura di gigante. Questa, a Monte Mugugno, è la vita di Muncle, più che un piccolo gigante un nanerottolo, a cui riesce difficile non farsi scambiare di continuo per un Piccoletto. Ma si sa, lo dice perfino la Legge: i Piccoletti sono cattivi, sono gente meschina, ucciderebbero perfino il re e la regina... Dagli umani è meglio stare alla larga. Eppure, anche nella scuola di Muncle, come in ogni scuola del mondo, ci sono dei bulletti che chiedono delle stupide prove di coraggio ai loro compagni. Così ecco che i Piccoletti e i Giganti entrano in contatto. Sarà l'inizio della fine, l'esplosione di una guerra? L'occasione della rivalsa dei Giganti? O sarà un buon modo per scoprire qualcosa di più della magia dei Piccoletti? In fondo Muncle, con i loro vestiti, sembra quasi uno di loro. E forse, i Piccoletti, visti da vicino non sono poi così male. Ma tra draghi fuggiaschi, “vulcani” minacciosi e Brutte Cosette, l'avventura imprevista potrà forse offrire qualche possibilità a questo gigante tutt'altro che gigante.
A partire dall'immagine iniziale e finale in cui Muncle si trova a testa in giù per il diletto di suo fratello Spaccapietre, ma anche metaforicamente, un rovesciamento continuo muove la trama di questo libro. Un romanzo leggero e avventuroso, del genere già consacrato dalla perfetta riuscita di altre serie, la school-story condita di magia (in questo caso il mondo fantastico in cui giganti e draghi convivono in una società parallela e nascosta rispetto a quella degli umani). Solo la prima delle avventure di Muncle Trogg, visto il finale aperto. Scontro tra culture, accettazione del diverso, ma anche ricerca di sé e valorizzazione dei propri talenti: i temi sono tanti... Integrando spunti da Harry Potter, da Shrek e dai classici del fantasy, Janet Foxley riesce a dar vita ad una narrazione scorrevole che favorisce l'identificazione del lettore con lo sfortunato protagonista alla ricerca di un posto nel mondo.

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