Il mio primo atlante delle meraviglie del mondo

Il mio primo atlante delle meraviglie del mondo
Sapevate che l'istmo di Curlandia in Lituania è una striscia di sabbia rimasta pressoché intatta dalla Preistoria che fa da rifugio ogni anno a milioni e milioni di uccelli migratori? O che in Svezia esiste un hotel tutto costruito in ghiaccio - letti, lampadari e comodini compresi? O che la Svizzera conta circa 1500 laghi pur avendo un territorio tutt'altro che esteso? Oppure che il nome della città greca di Delfi deriva dalla parola "delfino" e prende spunto dalla leggenda secondo la quale il dio Apollo avrebbe preso la forma appunto di un delfino per attirare una nave cretese e far fondare la città in un luogo a lui sacro? O che in Serbia c'è una torre fatta di teschi umani eretta nel 1809? E del fatto che la Libia è costituita per il 95% da deserti che ne dite? E avevate mai sentito parlare del meraviglioso lago rosa vicino a Dakar, in Senegal? O del fatto che il deserto del Ténére è uno dei più importanti cimiteri di dinosauri del mondo? Sapevate che più della metà della superficie del Canada è occupata da foreste? E a proposito di foreste, in California c'è una sequoia - battezzata affettuosamente Generale Sherman - che ha più di 2200 anni! Per non parlare della enorme roccia ricoperta d'oro che in Birmania sta in equilibrio sulla cima di una montagna, secondo la leggenda sostenuta addirittura da un capello di Buddha...
Le meraviglie di Europa, Africa, America, Oceania e Asia raccontate per immagini (attraverso disegni deliziosi e molto accattivanti per un bambino dai 6 ai 13 anni) e parole (mediante brevi testi semplici e facili da ricordare), il tutto coadiuvato da cartine geografiche - anch'esse disegnate con grande perizia - veramente bellissime: ecco il succo di questo bel volume rilegato ad anelli che non mancherà di suscitare in figli e nipotini una viva curiosità per le bellezze del nostro pianeta e le opere d'arte e d'ingegno dei popoli che lo abitano (o lo abitavano un tempo). Ci sono persino i Buddha giganti di Bamiyan barbaramente abbattuti nel 2001 dai talebani. Anche se di talebani qui - prudentemente - non si parla.

 

 

 

 
 
 
 
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