Il mistero dell’uomo barbuto

Il mistero dell’uomo barbuto

Ѐ ora di cena e Tommaso, mamma e papà sono seduti a tavola di fronte a piatti fumanti di ravioli al sugo. Sembrerebbe una normalissima serata in famiglia a pochi giorni dal Natale, se non fosse che Tommaso, di solito chiacchierone e di buon appetito, non abbia ancora aperto bocca né per parlare né per mangiare. Ѐ evidente che qualcosa lo turbi. E quel qualcosa, delicatamente pungolato dai genitori, non tarda a venire fuori: “Perché se Babbo Natale esiste nessuno l’ha mai visto?”, chiede Tommaso. A dieci anni, è più che legittimo che il bambino inizi a porsi certe domande, ma questa in particolare lascia mamma e papà in un imbarazzato silenzio: deve essere successo qualcosa scuola. In effetti, quello stesso giorno Rebecca, la compagna di banco di Tommaso, gli aveva confidato che non solo Babbo Natale era un’invenzione, ma anche che lei era solita consegnare ai genitori la lista di regali da ricevere sotto l’albero. A nulla servono i tentativi di spiegazione che i genitori gli rifilano a cena, Tommaso ormai non sa più cosa credere. Almeno fino alla mattina in cui, lungo il tragitto per la scuola, il bambino assiste a una scena incredibile: un uomo anziano vestito di rosso e dalla lunga barba bianca che si aggira per i giardini pubblici. Troppo agitato per tenersi stretta la scoperta, Tommaso decide di coinvolgere il migliore amico Carmine e poi l’odiosa Rebecca, per dimostrarle che si sbaglia di grosso e che Babbo Natale esiste davvero...

Quanti di noi ricordano quel periodo tra i nove e gli undici anni in cui, tra compagni di classe che ormai non ci credevano più e genitori che si prodigavano per mantenerne viva ancora un po’ la magia, abbiamo iniziato a mettere in discussione l’esistenza di Babbo Natale? E quanti di noi, ormai genitori, si sono trovati o stanno per trovarsi dall’altra parte della barricata? In questo breve racconto per bambini (ma consigliato anche a chi bambino più non è) Andrea Vitali combina i punti di vista di grandi e piccini per ricordarci che non esiste un’età giusta per coltivare i propri sogni. Così se i piccoli protagonisti sognano Babbo Natale e si impegnano per tirarlo fuori dai guai, insieme a loro gli adulti sognano l’amore, un matrimonio felice, una serena vita in famiglia. Nascosto dietro l’identità del direttore scolastico Remedio, l’autore gioca con la metaletteratura e con il lettore, dipanando man mano vicende ironiche e fantasiose. Il diffuso utilizzo di flashback e cambi di punti di vista, che potrebbero mettere in crisi un lettore alle prime armi, rendono il libro più adatto ad un pubblico grandicello. Azzeccata è stata l’idea di commissionare le illustrazioni a Carola Zerbone che ha saputo dare vita a colpi di pastello alle atmosfere giocose e fiabesche di Vitali.



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