Il Mistero di Burgess Shale

Il Mistero di Burgess Shale
L'organizzazione segreta di fanatici cristiani battezzata “I Dodici” sta ridefinendo le sue strategie. Il mondo è sempre più laico, la battaglia legale per chiedere la modifica dei programmi scolastici al fine di reintrodurre il racconto della Creazione presente nella Bibbia affiancandolo alla lettura darwinista dell'origine delle specie prosegue, ma con lentezza estenuante: servono azioni più incisive. E serve maggior conoscenza del “nemico”. Il leader carismatico dei creazionisti, Douglas Julius Cole, ha deciso di guidare un gruppetto dei suoi a Burgess Shale, uno dei siti naturalistici-cardine per gli evoluzionisti. Apparentemente è solo una gita esplorativa, ma in realtà Cole progetta un attentato. Nel frattempo Jay Harlow, avvocato di mezza età e appassionato naturalista dilettante sta accompagnando il figlio adolescente Stephen in una escursione tra i monti canadesi: destinazione  proprio Burgess Shale...
Un libro per ragazzi abbastanza insolito, questo Il Mistero di Burgess Shale (con tanto di maiuscole nel titolo e nel sottotitolo usate “all'americana”). Forse ha influito il fatto che Ludovico Jacopo Cipriani lo abbia scritto partendo dalla sua tesi di laurea, non proprio una fonte d'ispirazione consueta per un romanzo destinato a ragazzi delle medie e del liceo. Gli argilloscisti di Burgess Shale, una località all'interno dello Yoho National Park, in Canada, sono il teatro di uno dei ritrovamenti fossili più vasti e importanti della storia. Nell'argilla di quel luogo venuto alla luce durante gli scavi della Canadian Pacific Railway ai primi del '900 sono infatti evidenti le vestigia – parti molli comprese - di milioni di animali pluricellulari vissuti 505-520 milioni di anni fa, agli albori della complessità delle forme viventi. È possibile quindi toccare con mano le innumerevoli ramificazioni della diversità biologica come fossimo in tempo reale, i percorsi evolutivi che si sono rivelati vicoli ciechi e quelli che invece hanno portato all'origine delle specie animali che oggi abitano il pianeta, uomo compreso. E naturalmente osservare gli antenati comuni a organismi in seguito diversificatisi in modo spettacolare. Un monumento all'anticreazionismo e al ruolo essenziale del caso nell'evoluzione, insomma, poco conosciuto tra i non addetti ai lavori forse non a caso. Perfetto per introdurre il tema del rigurgito creazionista degli ultimi anni tra il pubblico giovanile, che è il più esposto alla disinformazione e al fanatismo religioso di chi nel XXI secolo – in modo tutt'altro che estemporaneo e utilizzando vigliaccamente anche le cattedre scolastiche come pulpito per diffondere amene ottusità e menzogne – nega la validità delle teorie evoluzionistiche  inventandosi anche una personalissima geologia. Bellissime le illustrazioni di Oscar Boltom Green, molto moderne, quasi delle infographic dai colori pastello e dal tratto fumettistico che accompagnano con brio le vicende narrate, sempre sospese tra divulgazione scientifica e thriller.

 

 

 

 
 
 
 
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