Il mondo è anche di Tobias

Il mondo è anche di Tobias
C’era una volta una mamma. Una mamma cavaliere, con l’elmo in testa, che nella borsa nascondeva una spada scintillante, anche se nessuno l’aveva mai vista. Ogni mattina la mamma cavaliere indossava il suo elmo di ferro con le piume colorate, si metteva a tracolla la borsa contenente la preziosa spada scintillante di cui sopra ed usciva, come il più coraggioso dei combattenti impavidi, per affrontare i perfidi elfi del giardinetto, il gigante bambino diventato solo alto e la regina cattiva del trono di stoffa. Poi era il turno dei draghi, i draghi peggiori: non dei normali sputafuoco, ma draghi sorridenti e cinguettanti travestiti da Mary Poppins, che non volevano lasciare entrare il piccolo Tobias nel loro Regno Scuola. Il piccolo Tobias non parlava mai alla sua mamma, non l’ascoltava neppure, ma sapeva fare una cosa che nessuno nessuno in tutto il mondo era mai riuscito a fare: sapeva guardare nei suoi occhi in fondo in fondo, fino laggiù, dove nessuno ha mai avuto il coraggio di andare. E sapeva fare anche un’altra cosa: vivere come un astronauta, dove non abita nessuno, e ci vuole un grande coraggio per essere astronauta, quando magari volevi nascere postino e fare e dire le stesse cose che fanno e dicono tutti gli altri. Il neuropsichiatra infantile che sgranocchiava noccioline e masticava banane aveva detto alla mamma che Tobias era come una scimmietta e che le mamme non sanno niente di scienza. Ma cosa ne sanno i dottori di queste cose? Queste sono cose da mamme, che profumano di mamma. E la mamma di Tobias conosce tutte le parole importanti, quelle di mamma e quelle dei grandi scrittori, e sa usare il magico potere dei libri. Così la mamma di Tobias dagli occhi verde bosco cominciò a leggere. Leggeva e abbracciava, leggeva e accarezzava, leggeva e cullava, leggeva e si addormentava...
Un bel giorno ha smesso di leggere ed ha cominciato a scrivere. Ed ha scritto la storia di Tobias, quella che lui le ha raccontato, perché le mamme sanno ascoltare anche se non sanno niente di scienza. Così è nato il libro di Tobias e della sua mamma cavaliere, una favola illustrata che ci accompagna nel silenzio dello spazio del Piccolo Principe con il coraggio del prode Lancillotto, che ci fa sentire tutti piccole cavie di laboratorio vittime di scienziati che poco sanno della vita vera e prede indifese di bulletti da spiaggia e dispettosi elfi da giardino. Allora ognuno di noi vorrebbe al proprio fianco una mamma Lancillotto pronta ad affrontare le Mary Poppins cinguettanti che determinano per chi c’è posto e per chi no. Nella favola di Tobias c’è posto per tutti: per tutti i Tobias del mondo, tutti i dottori del mondo, tutti i piccoli elfi, i draghi, i giganti e le regine cattive del mondo. Perché il mondo è di tutti, ed è anche di Tobias. E’ davvero una favola, la favola più bella del mondo perché è la favola vera del più vero amore, quello di una mamma per il proprio bambino, quella dell’amore che non ha paura di niente e non si lascia intimidire da nessuno, e che non crede se non a quello che sente dal cuore. Un libro scritto con parole adatte ai bambini per arrivare nella parte ancora buona degli adulti, per far entrare nelle favole qualcosa che finora non si era mai visto, che non è il bacio del principe azzurro né l’incantesimo della fata smemorina, ma una magia che solo gli uomini della terra tutti insieme possono fare, e che si chiama uguaglianza.

Leggi l'intervista a Elena Spagnoli Fritze

 

 

 

 
 
 
 
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