Il mostro di Jacob

Il mostro di Jacob
Jacob e sua moglie Sara vivono nella città di Costanza, sulle rive del Mar Nero. Jacob è un fornaio, una persona importante tra la sua gente, ma questo non implica che sia una brava persona, anzi, è un uomo molto egoista e anche sgarbato. Le sue colpe non sono gravi, qualche promessa non mantenuta, qualche bugia, la pazienza che viene meno in troppe situazioni, ma Jacob di tutto ciò non si preoccupa. Quello che fa, ogni venerdì, è spazzare i suoi errori giù in cantina, ben nascosti in un angolo buio. Una volta all’anno poi, nel giorno di Rosh Hashanà, il Capodanno ebraico, li mette tutti in un enorme sacco e li getta in mare. Jacob e Sara sono felici ma non hanno figli, così Jacob decide di andare ad interrogare uno Tzaddik, un rabbino capace di fare prodigi e perciò anche in grado di aiutare la giovane coppia ad esaudire il suo desiderio. Jacob parte, accompagnato dalla sua arroganza e dal suo egoismo, e giunto dal rabbino pretende di essere aiutato. Il rabbino accetta di aiutare gli sposi (soprattutto per far piacere a Sara) e predice al fornaio un triste destino: diventerà sì genitore, ma potrà godere dell’amore dei figli solo per cinque anni. Jacob accetta la sentenza del rabbino e ben presto si dimentica delle sue parole. Allo scadere dei cinque anni, però, le sue sconsideratezze tornano a fargli visita, proprio da quel mare tanto amato dai due gemelli che ha avuto con Sara.

Questa storia è una delle prime antiche leggende chassidiche, un movimento religioso ebraico, sorto in Polonia alla metà del sec. XVIII. Il racconto è denso di significati religiosi e morali, ma la versione rinarrata da Eric A. Kimmel lo rende di agevole lettura, sicuramente alla portata dei più piccoli. La morale è intrinseca nella storia, i comportamenti scorretti di Jacob sono "metareligiosi", riconoscibili a partire da qualsiasi contesto culturale. Jacob è un uomo che detiene una posizione importante nella società, è un fornaio, colui che produce il pane, simbolo religioso per eccellenza. Ma il suo comportamento è in netta contrapposizione con il suo ruolo: appare semplicemente egoista ed arrogante. La fragilità umana quindi si mostra proprio in una persona che rispettata ed esaltata dalla sua comunità, a prescindere dal carattere. Le grandi illustrazioni di Jon J. Muth, premiato illustratore americano, arricchiscono davvero il racconto. Tavole incorniciate si alternano a illustrazioni a tutta pagina, in cui lo sfumato dei colori pastello fa da sfondo alla minuzia dei particolari delle espressioni di Jacob. Il terribile mostro marino possiede una forza cromatica davvero notevole che contrasta con la fragilità dell’essere umano. Jacob sembra suggerire che in fondo non è mai troppo tardi per migliorare, basta credere in se stessi e amare il prossimo.



 

 

 
 
 
 

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