Il palazzo della mezzanotte

Il palazzo della mezzanotte
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Tutto inizia a Calcutta, nel maggio del 1916, con un inseguimento attraverso i vicoli stretti della città. Il tenente Peake è immobile nell’oscurità, nascosto tra le rovine della stazione Jheeter's Gate, cosciente che non gli rimangono molte ore da vivere. Può sentire il respiro dei suoi assassini, professionisti capaci di fiutare il sangue e la paura come gli sciacalli. L’unica speranza per i futuro sono i due neonati che tiene avvolti e protetti sotto l’impermeabile. Due gemelli, un maschio e una femmina. Facendo appello all’ultimo brandello di coraggio, riesce a raggiungere la casa di Aryami Bose e a lasciarle in custodia i piccoli. Completata la sua ultima missione, il tenente affronta il suo destino di morte. Un salto in avanti ci trasporta nel 1932, all’orfanotrofio di St Patrick. Ben gioca con il suo gruppo di amici, festeggiando il grande giorno. Oramai ha 16 anni, è adulto, e può intraprendere finalmente la vita che aveva sognato al di là del cancello. Inizia così l’ultima riunione della Chowbar Society, un circolo segreto che si riunisce ogni settimana a mezzanotte all’interno di un rudere che il gruppo ha ribattezzato il Palazzo della mezzanotte. L’incontro viene interrotto da una visita inaspettata: una donna avanti con gli anni si presenta con sua nipote Sheere ed inizia a raccontare ad entrambi, ignari del loro passato e del loro legame, una storia oscura e inquietante. La triste morte dei genitori, l’incendio della Jheeter’s Gate, il treno in fiamme, la presenza demoniaca che li minaccia. I ragazzi avranno 3 giorni per mettersi in salvo e svelare il mistero della loro esistenza…

Il palazzo di mezzanotte è il secondo libro dell’autore spagnolo, pubblicato nel 1994. Inizialmente Zafòn si dedicava alla letteratura per ragazzi, e questo romanzo è parte di quella che lui chiama la Trilogia delle Ombre. Arriva in Italia grazie alla (pessima) abitudine di stampare ogni testo pubblicato da un autore quando questo riesce a diventare famoso, perché il marketing insegna che un nome può vendere indipendentemente dal contenuto. Certamente non può essere confrontato con L’ombra del vento, la gara sarebbe persa in partenza. Non ci sono le atmosfere affascinanti di Barcellona, la scrittura è a volte ingenua, lo stile discordante, la trama incompleta, in comune c’è solo il cammeo dello scrittore Julian Carax. Questo romanzo va preso per quello che è: un’opera giovanile di buon livello che si rivolge ad un pubblico di piccoli lettori, che contiene tutti gli elementi di un buon libro per ragazzi: avventura, paura, un pizzico di esotismo. Poco importa se alcune ricostruzioni sono irrealistiche – fa strano immaginare un orfanotrofio di Calcutta come una sorta di isola felice – se interi passaggi del plot rimangono sospesi, senza spiegazione. La sospensione dell’incredulità fa tutto il lavoro, e i bambini sono sicuramente più dotati di fantasia di noi adulti.



 

 

 
 
 
 

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