Il pesce rosso numero 14

l pesce rosso numero 14
Ellie ha undici anni e ha da poco cominciato a frequentare la scuola media. Vive con la mamma, stravagante insegnante di drammaturgia e teatro, in una piccola casa. Alla ragazzina mancano la scuola elementare con le sue tranquille certezze e la sua migliore amica Brianna, che si è data anima e corpo alla pallavolo. Le manca anche il suo pesce rosso molto longevo, longevo addirittura quanto tredici pesci rossi! Una sera la mamma ritorna a casa in ritardo, ma non è sola: l’accompagna Melvin, un ragazzo dai capelli lunghi, esile e magro come un chiodo. Il ragazzo ha un’aria familiare e sembra trovarsi a suo agio con loro. Elli lo osserva con curiosità e scopre che porta un vecchio anello dell’università, dall’inconfondibile pietra rossa. Le si accende un ricordo e comprende: quel ragazzo dall’apparente età di tredici o quattordici anni è suo nonno! Un valoroso scienziato che ha scoperto e sperimentato su di sé un modo per “invertire il processo di senescenza”, cioè per ringiovanire.

Irresistibile è nel romanzo la figura del nonno-ragazzino, che veste e parla come un adulto rigoroso, severo e coltissimo (ha due dottorati!), e tuttavia è capace di coinvolgere la nipotina nel suo amore per la ricerca scientifica e nella sua fiducia nella capacità della scienza di cambiare, in meglio, il mondo: “Credi nel possibile!”. Mentre illustra ad Ellie vite e scoperte di scienziati famosi come Einstein, Marie Curie, Oppenheimer, Salk, e ne desta la curiosità nei confronti delle loro vite e delle loro scoperte, il nonno la coinvolge in un’avventura: quella di riuscire ad entrare nel laboratorio in cui l’uomo ha lavorato alla sua scoperta, ma a cui ora, nelle vesti di ragazzino, non gli è permesso accedere. Una storia che invita a non fermarsi alle apparenze perché le cose non sempre sono come ci si fanno davanti al primo sguardo ed è necessario “saper vedere”, osservare attentamente e in profondità: la realtà riserva sempre nuove sorprese, per esempio che i nonni possono essere ricchi di speranze e vivaci di umore come ragazzini. Un solo appunto: Oppenheimer fu tra i principali artefici dello sviluppo della bomba atomica lanciata su Hiroshima e Nagasaki; nel romanzo viene riconosciuta la sua figura di ricercatore, ma mancano considerazioni sul tragico, guerresco uso della scoperta.

 

 

 
 
 
 

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