Il piccolo grande Houdini - L’Ordine del Corvo Bianco

Il piccolo grande Houdini - L’Ordine del Corvo Bianco
Fermo in mezzo ai binari Harry si passa delle pesanti catene intorno alle gambe e alla vita, le chiude con un lucchetto, poi butta la chiave in un cespuglio a qualche metro di distanza. La locomotiva sta arrivando, già la sente sferragliare mentre gli sbuffi di vapore si disperdono nell’aria. Gli spettatori lo guardano angosciati e rapiti mentre lui borbotta al lucchetto incomprensibili frasi in ungherese. “Vedrete un ragazzino liberarsi pronunciando antichi incantesimi” hanno promesso al pubblico i suoi amici Billie e Arthur. Ed ecco, all’ultimo secondo il gancio che lo tiene bloccato si apre di scatto e Harry schizza via prima che il treno lo travolga. È osservando i trucchi di Herbie Lemster che ha imparato molto di quello che sa fare, per questo è impaziente di assistere all’esibizione del suo maestro al Wesley Jones Theatre. Quando lo incontra prima dello spettacolo, però, si accorge che qualcosa non va. Herbie sembra spaventato, le dita gli tremano, il viso è imperlato di sudore. Così, dopo aver assistito ai suoi numeri va a cercarlo per assicurarsi che stia bene. C’è una ressa enorme fuori dal teatro, farsi strada è impossibile e Harry decide di raggiungere i camerini degli artisti arrampicandosi lungo il pluviale. Dietro la finestra vede Lemster con una figura minacciosa vicino. All’improvviso un lampo di luce lo acceca, un’esplosione gli fa perdere l’equilibrio. Dai vetri in frantumi escono pennacchi di fumo violaceo che si alzano nel cielo notturno. E di Herbie non c’è più traccia…

Di Harry Houdini si ricordano le imprese più mirabolanti, come uscire da casse chiuse con chiodi e gettate in fondo a laghi ghiacciati, sciogliersi da una camicia di forza penzolando da un ponte alto settanta metri, beffare i poliziotti più spietati d’Europa con un’incredibile evasione. Nessuno riusciva a spiegarsi i suoi poteri. Ma prima di diventare famoso in tutto il mondo, Ehrich Weisz - questo il vero nome - era un ragazzino di origine ungherese emigrato con la famiglia negli Stati Uniti. Simon Nicholson immagina i suoi esordi nella Manhattan del 1886, dove il giovane Harry si guadagna da vivere come lustrascarpe e comincia a sperimentare le sue temerarie prodezze. Accanto a sé ha due inseparabili compagni: Arthur, trascurato rampollo di un ricco banchiere, e Billie, costretta a sbarcare il lunario con i lavori più umili e faticosi. Insieme a loro il piccolo Houdini si lancia in un’avventura in cui, oltre che le sue doti di mago in erba, mette alla prova anche le sue capacità di investigatore. Tutto è ben calibrato in questo romanzo: suspense, pericoli, paura, rivelazioni. E tutto procede a ritmo serrato, condotto da una scrittura vivida e frizzante. Il mistero della sparizione di Lemster viene svelato ma la storia continua, come dichiara il finale, e solo nel prossimo volume sapremo cosa voglia da Harry l’Ordine del Corvo Bianco, che gli ha fatto pervenire un singolare messaggio. Aspettiamo di gustare la nuova puntata di quella che si preannuncia come una serie appassionante.

 

 

 
 
 
 

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