Il porto (The port)

Il porto

The port, il porto. In primo piano una grande nave da trasporto all'ancora. Un paio di operai ridipingono la fiancata sospesi su una passerella striminzita. Tutto intorno persone affaccendate intorno a macchine e merci che dovranno trovare il loro posto a bordo. E poi corde, ganci, catene, carrelli, argani. Sullo sfondo si vede il piccolo aeroporto cittadino e un grande fabbrica coi suoi fumi scuri e compatti (tipo copertina di Pigs dei Pink Floyd), Poco lontano proprio a ridosso del canale una parco giochi e un campetto da calcio...

Questa grande immagine fa parte di un set di 7 poster concepiti per essere appesi a scuola e disegnati da tale Elizabeth Skilton intorno agli anni Cinquanta sulla quale, onestamente, in rete non ho trovato praticamente nulla (e stando al loro sito, nemmeno quelli di orecchio acerbo hanno avuto miglior fortuna). L'idea della collana Maps (per ora sono stati pubblicati soltanto Il Porto e La Stazione) è vecchia come il mondo ma non per questo meno efficace. Come si impara una lingua? Usandola, direte voi. Già, usandola oppure giocando, “agendola”, manipolandola. Ecco allora a disposizione dell'apprendista anglofono un bel set di adesivi (45 in tutto e, a occhio, “attacca e stacca”) con le parole inglesi che indicano gli elementi contenuti nel grande poster richiudibile. Scopo del gioco è attaccare l'etichetta sull'elemento giusto. Per i bambini la fonte saranno i genitori, per i più grandicelli anche un bel dizionarietto bilingue. L'ambientazione inglese vintage dei poster, le dimensioni dell'illustrazione e la pulizia del meccanismo “scopri e assegna” rendono l'attività decisamente più rewarding della maggior parte dei libri per imparare le prime parole di inglese. E in più, by the way, vuoi mettere “the lifeboat is on the cargo ship” con “the cat is on the table”...



 

 

 

 
 
 
 
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