Il principe Arturo e la principessa Leila

Il principe Arturo e la principessa Leila

Che abilità bisogna possedere per poter arrivare a sposare il bel principe Arturo? Tre sono le prove che, su decisione della esigentissima regina madre Irene, le fanciulle accalcate da tutto il reame fuori dal castello devono superare se vogliono sperare di raggiungere l’ambita meta, il cuore del principe. 1. Cucinargli uno squisito pranzetto. 2. Cucirgli un abito perfetto. 3. Cantargli un delizioso minuetto. Un via vai di fanciulle tenta ogni delizia possibile, ogni foggia d’abito, ma niente, nessuna colpisce il cuore del principe annoiato. Finché un giorno una graziosa fanciulla in strani abiti gli si presenta davanti. Si chiama Leila, viene da un posto lontano; anche lei è una principessa che nel proprio paese era destinata a sposare un principe che non conosceva. Triste e disperata riceve in dono da un uccellino del quale si era presa cura la possibilità di avere esauditi tre desideri. Il primo, quello di voler fuggire via, l’ha portata casualmente lì, di fronte al principe Arturo. Leila però non ha la più vaga idea di come si cucinino delle praline, o di come si cucia un abito adatto a un principe di questo strano paese così differente dal suo… Quando il principe Arturo offre di mostrarle lui stesso come procedere per realizzare deliziosi pasticcini, per creare bellissime maglie di lana o per intonare soavissime ninnanne, in Leila qualcosa si risveglia e, a dispetto dell’antipaticissima regina madre (che Leila con il suo terzo desiderio fa scomparire in una bolla di rabbia), anche il cuore del principe scopre finalmente un’emozione nuova e bella… E così, semplicemente “Arturo ha scelto Leila. Leila ha scelto Arturo”.

Non è necessario collezionare tutti i cliché più stantii del bonton dell'immagine femminile codificata per poter ambire alle grazie un bel principe azzurro! Ne è prova in questa simpatica storia la bella principessa straniera; i suoi usi e costumi assai diversi conquistano subito infatti il principe proprio per la loro diversità. Un inno per i più piccoli al ribaltamento degli stereotipi di genere, dove riflettere sull’esempio dei nostri cugini nordeuropei perché non è scritto da nessuna parte che cucina, cucito o altre mansioni simili debbano essere appannaggio unicamente del genere femminile… In questo albo uscito in Francia nel 2003, la professoressa di liceo Béa Deru-Renard (autrice di numerosi titoli nel suo paese) con l’aiuto delle illustrazioni della disegnatrice belga Kristien Aertssen racconta ai bambini anche della ricchezza che al di là della xenofobia l’integrazione tra culture differenti può regalare a tutti noi. Soprattutto, quindi, un’esortazione al valore sempre e comunque delle nostre scelte individuali, anche se si va contro le regole preconfezionate e mortificanti in ogni cultura, in ogni paese, perché alla fine la miopia culturale ci mostra purtroppo tutti assai vicini anche in paesi molto distanti!

 

 


 

 

 

 

 
 
 
 

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