Il re del blues

Il re del blues

Sul delta del Mississipi lavoravano un tempo gli schiavi, uomini, donne e bambini presi con la forza dalle loro terre africane e portati nei campi di cotone a compiere il duro lavoro di raccolta, preziosa manodopera a bassissimo costo: lavoravano dalla mattina alla sera, senza mai fermarsi. Per alleviare la fatica, ma anche per parlare tra loro, gli schiavi cantavano: i cori gospel nascono lì. La sera, tornati al villaggio, c'era poco da fare. Chi non lavorava nei campi, per guadagnarsi un tozzo di pane, si costruiva una chitarra artigianale, con un pezzo di legno e delle corde da biancheria, e cantava le tristi storie di questi uomini e donne: così nacque il blues. Il più bravo a quei tempi era Big Blind: dal momento che era cieco, non poteva lavorare nei campi e, per non farsi vendere ad un altro padrone, aveva promesso al suo di esibirsi ogni sera. E ai suoi spettacoli accorrevano da ogni dove. Tutti lo ammiravano e volevano imparare da lui, tranne Robert. Lui stava sempre in disparte e non sopportava quel vecchio chitarrista. In una di quelle notti stellate, Robert conobbe Luise, la ragazza più bella che avesse mai visto. Per non contraddirla, Robert si finse un grande ammiratore di Big Blind e le fece credere di essere un suo talentuoso allievo, promettendole di suonare per lei. Una volta cacciatosi in questo pasticcio, non sapendo come uscirne, Robert chiese aiuto al maestro tanto odiato, ma era troppo presuntuoso e non aveva il talento per imparare da lui. Senza speranza, si ricordò della leggenda del vecchio crocicchio, un luogo dove gli anziani del villaggio raccontavano che lo Spirito delle Tenebre esaudisse, a caro prezzo, i desideri dei disperati come lui. Fu così che per entrare nella leggenda, cosa che Robert desiderava più di ogni altra, strinse quel patto sciagurato che avrebbe segnato la sua storia. La condizione era chiara, però: avrebbe potuto scrivere solo 29 canzoni, quelle soltanto. Se avesse osato comporne una di più, lo Spirito sarebbe tornato a prendersi ciò che gli spettava...

Il re del blues racconta la storia di Robert Johnson, considerato uno dei più influenti musicisti del ventesimo secolo, con le sue 29 registazioni blues realizzate tutte in 7 mesi, a partire dal novembre del 1936. La sua misteriosa morte, a soli ventisette anni, ha contribuito ad alimentare la leggenda sulla sua figura e quella narrata in questo libro è una versione, per ragazzi, della sua storia in cui, accanto alla leggenda dell'estroverso chitarrista, cantante e improvvisatore, si affrontano anche temi rilevanti quali la schiavitù e il razzismo, spiegati come crimini che vanno ancora oggi combattuti dalla civiltà attuale. Le coloratissime e articolate illustrazioni di Chiara Di Vivona rendono questo libro molto gradevole da sfogliare mentre si ascolta il CD audio allegato, in cui la voce narrante è accompagnata dalle composizioni sonore di Reno Brandoni, che richiamano le atmosfere blues di quello che venne chiamato “Delta Blues”, la musica blues nata nel primo novecento nella zona del delta del Mississipi. Nel CD è presente anche Kindheart Woman Blues, la prima registrazione in assoluto di Robert Johnson, in cui narra di una donna crudele che fa soffrire il proprio amante.



 

 

 
 
 
 

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