Il regalo

Il regalo
A papà piacciono le stelle. La sera esce in terrazza e resta lì a guardare il cielo. Forse anche lui è una stella, che brilla di luce propria. Tra qualche giorno sarà il suo compleanno, e il bambino vuole fargli un regalo. Rompe il salvadanaio e prende tutti i soldi che ha. Nasconde il pacchetto con il fiocco sotto il letto, dove rimarrà per qualche notte. Quando il bambino dorme, sogna di viaggiare nell’universo, a bordo di un’astronave. Sogna le stelle e un cielo nero. Finalmente arriva il compleanno di papà. “Quanti anni compie?” chiede la maestra. Apre e chiude le mani quattro volte. Quattro volte dieci. Quaranta. Torna a casa di corsa. Il papà non fa in tempo ad arrivare alla porta che dietro, ad aspettarlo, ci sono la mamma e il bambino. Un bacio e un regalo. Apriamo il pacco?
Un albo prezioso, tutto dedicato al sottile ma profondo rapporto che lega un figlio al proprio padre. Siamo lontani dalle fanfaronate che l’autore Nesquens faceva dire all’eccentrico Papà tatuato dello scorso anno, come ugualmente si è distanti dall’accesa fantasia del papà di Bimbambel di Anna Lavatelli. Qui tutto è silenzioso e delicato come una stella, incastonata in un cielo blu notte, vorticoso e vivo quanto quelli di Van Gogh. L’attesa di un giorno importante, la cura nello scegliere e nell’incartare il regalo, la gioia e la timidezza nel consegnarlo, sono tutti atti dettati dal cuore, in relazione a un amore sconfinato, grande quanto l’universo. Valerio Vidali, il giovane illustratore che ha reso in immagini questo rapporto, è riuscito magistralmente a tradurre la delicatezza che permea ogni singolo passo del racconto dello scrittore spagnolo. Il suo segno sottile, i piedi e le mani piccole, sembrano ricordare un po’ Beatrice Alemagna, anche lei ben inserita nella linea editoriale di Topipittori. Un segno quasi surreale, colorato da azzurri, blu e ocra eleganti e raffinati. Grandi campiture bianche e azzurrine, o a righe come la tappezzeria e come le lenzuola. Con trovate originali, Vidali trasforma la testa del bambino che sogna in un tondo pianeta, fa uscire i numeri dal quaderno di scuola e li mescola con le quattro mani aperte che contano gli anni del papà. Nasconde per pudore dietro un cappello i genitori che si baciano, in una posizione che, direi, richiama alla mente il famoso quadro klimtiano. Ma non solo: la torta diventa una luna attorno a cui le candeline fanno un girotondo, l’occhio che attende l’arrivo del papà fa capolino dalla serratura e la carta del pacchetto occupa da sola un’intera tavola, come se il bambino si fosse girato per mostrare ciò che nascondeva dietro alla schiena. Un universo a misura di bambino, dei suoi ritmi quotidiani, dei suoi sogni e delle sue aspettative; un albo dedicato ai bambini più sensibili e ai papà più sentimentali.

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