Il richiamo della foresta

Il richiamo della foresta
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È comoda la vita per Buck - particolare incrocio tra un San Bernardo e un Collie - che trascorre le sue giornate nel giardino della villa del giudice Judge Miller, sotto il sole della California, nella valle di Santa Clara. Quello che Buck ancora non sa è che Manuel, giardiniere del giudice, ha contratto un pesante debito di gioco e così una delle tante uscite al guinzaglio presto si svela in tutta la sua cruda realtà: Buck viene barattato per qualche soldo, impacchettato in un cassone di legno e spedito su un treno verso Klondike, la celebre città dell’oro ai confini con l’Alaska. Arrivato nel freddo nord la vita per Buck si fa sempre più dura, imparando ad apprendere a costo della propria pelle la legge del bastone e della zanna: schivando colpi dagli uomini e evitando ferite dai propri compagni di muta, tra lunghi e gelidi spostamenti nella regione più inospitale del mondo, guidato dal fiuto di Francois e dal sesto senso di Perrault. Accompagnato dalla coppia di franco canadesi Buck impara - con rapidità sorprendete - tutto quanto necessario per diventare un perfetto cane da slitta e la sua ascesa non può far altro che irritare il capo branco Spitz, sino a costringerlo in uno scontro all’ultimo sangue dal quale Buck esce vittorioso e pronto per vestire il ruolo di leader della muta. Ma sfide e cambiamenti sono una continua costante nelle terre del nord… 

Uscito originariamente a puntate sul Saturday Evening Post a partire dal 20 giugno 1903 - e poi riedito come testo integrale - Il richiamo della foresta è forse il libro più celebre di Jack London e sicuramente quello che ha contribuito maggiormente alla fama dello scrittore, diventando da subito un bestseller internazionale. La trama è speculare rispetto a Zanna Bianca, che sarà edito qualche anno più tardi: se nel primo testo assistiamo al richiamo che la natura selvaggia esercita per Buck, nel secondo siamo accompagnati ad un ritorno alla civiltà del cucciolo White Fang. In entrambe le opere è del tutto originale e innovativo il punto di vista utilizzato nella narrazione, in cui il cane non riveste il ruolo di coprotagonista affianco ad una figura umana, ma quello di vero e proprio attore principale della narrazione, certo alle volte forse eccessivamente umanizzato. In particolare ne Il richiamo della foresta sono molti gli accenni biografici di London che possiamo ritrovare anche in Buck, a partire dalle avventure verso Klondike, città in cui lo stesso autore trascorre un breve periodo della sua girovaga vita nel 1897, accecato da una corsa all'oro che si rivelerà inutile e infruttuosa, ma non dal punto di vista narrativo. In questa edizione per ragazzi proposta da Il battello a vapore le parole di London trovano un risalto figurativo grazie alle illustrazioni di Paolo D’Altan che puntualmente, nei punti di massima tensione narrativa, si inseriscono per dare maggior peso al racconto, anche se il meccanismo può alle volte alleggerire il processo immaginativo del lettore, presentandoci un’immagine univoca che sicuramente non potrà mai rispecchiare gli innumerevoli punti di vista di ciascun lettore. Da segnalare inoltre le preziose note integrative lungo i margini di pagina: un insieme di nozioni esterne rispetto alla trama originaria ma interessanti per approfondire il periodo storico in cui sono ambientare le vicende - tra geografia, curiosità, abbigliamento, invenzioni e molto altro ancora - di sicuro aiuto per un pubblico di ragazzi a cui il testo si rivolge. Questo è in fondo Il richiamo della foresta: un testo intramontabile che porta piuttosto bene gli oltre cent’anni di vita, adatto a qualsiasi tipo di pubblico e in grado di sorprendere anche il lettore meno avvezzo.



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