Il risveglio dei giganti

Il risveglio dei giganti
Ci fu un tempo in cui il Regno della Fantasia corse un grande pericolo a causa di tre giganti malvagi: Geoferne, gigante della terra, resistente come la pietra; Alimante, gigante del cielo capace di scatenare uragani e tempeste; infine Marival, gigante del mare, in grado di governare l'acqua, instabile elemento. Fortunatamente, questi mostri vennero sconfitti e relegati in un posto oscuro e lontano da tutto. Venne sigillata con loro anche la Corona d'Ombra, un diadema dagli oscuri poteri. A distanza di anni, questo male rischia però di ripresentarsi e minaccia di nuovo il Regno della Fantasia: la Regina dei Ragni, donna malvagia e misteriosa, ha trovato le tavole di pietra su cui è incisa l'esatta ubicazione della Tomba dei Giganti, oltre al modo con cui si potrà spezzare il sigillo magico che la chiude. Il destino del Regno della Fantasia è di nuovo nelle mani dei Cavalieri della Rosa d'Argento: Alcuin, Zordan e Alena, i migliori cavalieri dell'Isola dei Cavalieri, dovranno affrontare una nuova missione. Avranno però una nuova compagna: si tratta di Karis, Elfa delle Nuvole dagli intensi occhi viola e dall'oscuro passaro: è lei, infatti, il Cavaliere Rimpianto di cui si parla da anni sull'isola, colei che abbandonò l'addestramento dopo la scomparsa misteriosa del suo drago blu, Alargentea.
Il risveglio dei giganti è il terzo volume della serie “Cavalieri del Regno della Fantasia”, che prosegue la narrazione delle vicende (raccontate nella serie “Cronache del Regno della Fantasia”) che vedono come terreno di scontro questo reame fantastico e come protagonisti i membri dell'ordine dei Cavalieri della Rosa d'Argento. Nonostante qualche cliché e sentimentalismo di troppo, il libro è piacevole, per la scorrevolezza e  la costruzione di vicende e personaggi. La vera protagonista della serie è la tradizionale battaglia tra il Bene e il Male (che fantasy sarebbe senza?), in uno scontro decisamente manicheo: i cattivi sono molto cattivi e non hanno ripensamenti; i buoni sono molto buoni e non mancano di sottolinearlo nei discorsi pseudo-epici a cui, diciamocelo, ci siamo un po' abituati in questi anni di successo del genere e che, al contempo, riescono davvero bene solo a pochi. Da segnalare la sovracopertina che, all'interno, contiene un'immagine da appendere di Karis: un modo per ricordare ai giovani lettori che a volte le battaglie si vincono.


 

 

 

 
 
 
 
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