Il segreto di Espen

Il segreto di Espen

Il 9 aprile del 1940 la Germania nazista invade la Norvegia, Paese neutrale di soli tre milioni di abitanti. I Norvegesi sono impreparati all’attacco, ma in poco tempo si dimostrano capaci di organizzare una rete di resistenza capillare e diffusa tra cittadini di ogni età. E’ così che anche Espen, un ragazzo di soli quattordici anni e i suoi amici, sono coinvolti nelle vicende di guerra. Espen si unisce alla Resistenza, impegnandosi in azioni sempre più difficili e rischiose: da semplice staffetta si trasforma in corriere per la consegna di messaggi e pubblicazioni clandestine e, infine, partecipa addirittura a operazioni di spionaggio. Accanto a lui condividono l’impegno Ingrid, la sorella minore che tiene un diario potenzialmente pericoloso, e la dolce Solveig, della quale il ragazzo s’innamora. Tante Marie, vecchia partigiana, lo sprona e gli insegna tenacia, onestà e tecniche di sopravvivenza. Ma non tutti nella cerchia di amici di Epsen militano per la libertà. C’è chi, come Aksel, sceglie di unirsi ai nazisti, anziché contrastarli e, tra arresti e perquisizioni, la situazione per i patrioti si fa sempre più pericolosa.

Basato su una storia vera, il romanzo si ispira alle vicende di Erling Storrusten, spia norvegese durante la seconda Guerra Mondiale. Se molti personaggi sono di fantasia e nomi e cognomi sono cambiati, gli eventi storici sono reali. La loro narrazione procede equilibrata e spedita, le personalità dei giovani protagonisti con i loro ideali, il loro entusiasmo, la loro generosità, sono ben delineate e offrono completo il quadro di una stagione difficile, ma gloriosa, per la Norvegia. Coinvolgente e suggestivo ci appare anche il paesaggio, dalle giornate lunghe e luminose dell’estate, fino alle nevi e al gelo dell’inverno, quando Espen e i suoi compagni si muovono agili sugli sci attraverso ampi paesaggi innevati, boschi oscuri, valli profonde nelle quali la vista spazia lontano, avverte dei pericoli, fa intravedere la salvezza. Espen procede senza paura e senza odio, perché ricorda una frase importante di Tante Marie: “Rabbia, odio, amarezza, paura sono i sentimenti che animano i nazisti! Che li hanno trasformati! Non fare come i tedeschi. Non cedere all’oscurità. Qualunque cosa succeda, figliolo, segui la luce”.

 

 

 

 

 
 
 
 

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