Il topino che si mangiò la luna

Il topino che si mangiò la luna
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In un buco, in un prato o forse in un bosco, vive un Topino che, una sera, sbircia fuori dal suo buco per vedere e ammirare la luna: un bel disco giallo su un cielo tutto blu. Il desiderio di avere per sé almeno un pezzettino di quella cosa così bella sembra realizzato quando il Topino trova, poco fuori dalla sua tana, uno spicchio giallo con un profumo delizioso. “Forse si può mangiare”: il Topino, ancora incredulo per poter vedere la luna tanto da vicino, pensa perfino di assaggiarla, e il gusto è così buono che diventa difficile fermarsi... Ma cosa succederebbe se se ne mangiasse troppa? Pensa il topino goloso, mentre un morso (ma piccolo!) tira l’altro (ma sempre molto piccolo!). Un morso dopo l’altro, se n’è andata almeno la metà. Di certo la luna non tornerà mai più rotonda, pensa ancora il topino sentendosi in colpa, per nulla rassicurato dal Coniglio e della Talpa, convinti che davvero nessuno possa mai mangiare la luna. Per convincere il Topino, bisogna provare a portarlo sul lato della collina e aspettare di vedere in che stato la luna comparirà da dietro gli alberi...

Mangiarsi la luna: una fantasia non improbabile per un bambino, che guarda il cosmo con meraviglia e che lo interpreta con associazioni arbitrarie dettate dallo stupore e dall’inesperienza. Lo stesso errore che commette il topino del libro, generando una buffa storia e una buona occasione, per chi volesse, di raccontare la versione più scientifica della scomparsa di un pezzetto di luna. Il libro è una nuova edizione elaborata espressamente per garantire la leggibilità da parte di tutti: un font appositamente studiato per superare difficoltà di lettura e un’impaginazione che, senza rinunciare al colore e alle immagini a pagina intera, porta il testo su uno sfondo bianco, rendendolo più riconoscibile. Sono le immagini la forza del libro: la storia è simpatica ma indirizzata a un pubblico forse più bambino di quello a cui questa edizione vorrebbe portarlo, salvo volerla considerare, appunto, un esercizio di lettura o un pretesto per qualche spiegazione, per la creazione di nuove, analoghe, storie basate su equivoci, per immaginare il sapore della luna.

 

 

 

 
 
 
 

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