Il viaggio di Lili e Po

Il viaggio di Lili e Po
Lili è a tutti gli effetti un'orfana delle fiabe: ha solo una matrigna-rospo che la affama in una soffitta e una sorellastra piuttosto insipida. Will, invece, è un apprendista alchimista: anche lui vive un'esistenza sfortunata, ma nei suoi giri di consegne notturne, almeno, vede spesso la bambina che disegna alla finestra della soffitta. Una notte, però, succede ad entrambi qualcosa di fuori dal comune: Lili vede uno strano incresparsi delle ombre nella sua stanza e si trova davanti Po e Fagotto, due creature dell'Altra Parte; Will, invece, scambia il “più potente incantesimo del mondo” proprio con le ceneri del padre di Lili. Quando l'errore nella consegna viene scoperto, Will è costretto a scappare; e anche Lili riesce ad uscire dalla sua soffitta con l'aiuto dei due fantasmi, per poter riunire i genitori, portando le ceneri del padre al salice presso la Casa Rossa e permettendogli così di “passare oltre”. I due bambini si trovano, senza saperlo, sullo stesso treno per una “città di fumo e fuoco” e finalmente si incontrano. Li inseguono l'alchimista, la grandama, la matrigna; una vecchia signora e un poliziotto; perfino Mo, la guardia, con la sua gatta Rimasta. Lili e Will, con Po e Fagotto, scappano e la fuga è ormai un avventuroso viaggio, e seguire le tracce dell'incantesimo è diventato complicato come il gioco delle tre carte.
Il viaggio di Lili e Po si presenta come una storia fantastica e non troppo impegnativa, e in effetti la trama si segue facilmente fino alla fine: le piste dei molti personaggi si intersecano per poi convergere, in una costruzione abile ma non certo imprevedibile. Eppure Lauren Oliver è capace di inserire anche alcuni elementi interessanti. Per prima cosa, una scrittura molto concreta: per esempio, Po si materializza nell'oscurità come un biscotto emerge dall'impasto quando viene tagliato con lo stampino, e sembra fatto di “ombra liquida”. Questa fisicità dell'Altra Parte e il viavai tra i mondi ricordano senz'altro un autore del calibro di Pullman, e la reminiscenza nobilita la storia e i personaggi. Non banale è anche la presenza – seppur vaga – di qualche eco fantascientifico-steampunk, come la scomparsa del sole e i paesaggi urbani. Concreta ma estremamente indefinita, l'Altra Parte, un'occasione di andare al di là delle categorie: Po è un maschio o una femmina? E Fagotto è un gatto o un cane? Lili è costretta a ragionare su cose che le sembrano naturali ma che per i suoi amici non lo sono affatto. Così, senza troppe pretese – ma neanche troppa banalità – il libro riesce a portarci in un avvincente mondo fantastico, e il merito è anche della traduttrice (per l'illustrazione, invece, si sarebbe potuto osare qualcosa di più). Infatti, la cosa più magica non sono i fantasmi né gli incantesimi,  e nemmeno l'amicizia... Cosa c'è di più magico e curioso di una bambina che per non piangere dice “ineffabile” e di un bambino che esclama “acciderba”?

 

 

 

 
 
 
 
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