Il volo dell'Asso di Picche

Il volo dell'Asso di Picche
Siamo nell'agosto 1917, nei giorni dell'offensiva dell'Isonzo, a Mordenons, in Friuli. Tra le montagne rombano i cannoni della guerra, il primo conflitto mondiale. Il rumore delle cannonate arriva sino ai quattro ragazzi, Bepi, Ilario, Attilio e Martino, che strisciano nell'erba spiando ciò che accade nella base della ventesima squadriglia di aviazione. Sono attratti dagli aeroplani, gli enormi biplani da bombardamento Caproni. Per poterli vedere da vicino sfidano, non solo i divieti dei genitori, ma anche ogni pericolo. Attraverso il bosco, nell'umido mattino di montagna, si avvicinano alla base senza che nessuna sentinella li avvisti. Tutto è silenzio, le porte dell'hangar, di solito spalancate, sono chiuse. La bandiera non sventola sul pennone. Che cosa è successo? I quattro amici, dopo qualche esitazione, si avvicinano. Riescono ad entrare e scoprono quello che è successo, una tragedia: tutti i militari della base giacciono a terra morti. Ma i ragazzi sono attratti dai grandi aerei che ora, finalmente, possono ammirare da vicino, toccare, accarezzare. Meraviglioso sarebbe potersi alzare in volo, pensano. E Bepi, il più temerario, immagina che quel volo si farà. Un dispaccio illegalmente intercettato sommato all'insistenza di Bepi, il capo del quartetto, faranno sì che l'incredibile si avveri...
Terminata la lettura del romanzo, ci si chiede se, pur essendo ben scritto, questo libro sia di quelli che un preadolescente (maschio; i personaggi femminili, molto marginali, sono “deboli”: c'è la ragazza che sogna il fidanzato ed è interessata a qualsiasi militare; la madre che non fa che singhiozzare in un angolo) dovrebbe o potrebbe leggere con soddisfazione e capace di restare nella sua memoria. C'è l'amore per gli aerei, certo, per la storia del volo e i suoi pionieri; e poi che altro? La guerra che fece 8 milioni di morti e 20 milioni di feriti, che lasciò in eredità povertà ai singoli e debiti agli Stati, è liquidata in meno di una pagina (p. 27) e in pochi accenni qua e là. E i quattro amici ragazzini che, in quell'hangar affollato di venti cadaveri, “rimuovono” i morti per dedicarsi agli aerei da combattimento e alle postazioni dei mitraglieri, lasciano nel lettore tanto d'amaro.

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