Io sono soltanto un cane

Io sono soltanto un cane
Brendon è un cane. Viene dall’Ungheria, i suoi fratelli si chiamano Bela, Bratko e Bence. Suo zio Ferenc, grande esperienza e tanti consigli da dispensare, gli ha insegnato tutto quello che sapeva sulla vita. La massima ungherese az okosabb enged, "il più intelligente cede", accompagna Brendon in tutte le scelte più importanti che si trova a fare. Nella sua terra, di cui spesso sogna le distese erbose della puszta e le greggi di pecore racka dalle “corna che sembrano cavatappi e la faccia seria”, sarebbe diventato un eccellente cane pastore come tutti i suoi avi, ora invece di pecore, lepri, manzi grigi e maiali mangalica resta solo il ricordo. Anche il suo nome, Brendon, permane solo in un angolo della sua memoria perché per tutti ora è Anton. Dicono che si pronunci più facilmente, o almeno così sostiene Friedbert, l’uomo con cui si trova ad abitare, che cerca di educarlo ad una convivenza “civile” a suon di fischietto e orecchie di maiale elargite come premio. Friedbert è sposato con Emily, “voce acuta e cuore morbido” a volerla descrivere come farebbe Anton, e con loro vivono la piccola Lili che profuma di latte e cioccolato, un adorabile concentrato di dolcezza e spontaneità, e Mizzy, la gatta imprevedibile, scontrosa e individualista come solo i gatti sanno essere. Anton fa davvero del suo meglio per trovare il suo posto nella nuova famiglia, nonostante quella cesta di vimini in cui dovrebbe dormire proprio non gli aggradi e qualche “incidente” con le scarpe preferite di Emily e con la gatta gli procurino più di una punizione. Poi c'è la minaccia di dover frequentare una scuola per cani, dalla quale zio Ferenc più di una volta l’aveva messo in guardia…
Jutta Richter, una delle voci tedesche più note nella letteratura per l’infanzia, pluripremiata e già autrice de Il cane dal cuore giallo, Tutti i sogni portano al mare e Il gatto venerdì, ci racconta la storia di una famiglia dal punto di vista del cane che con quella famiglia condivide le giornate, facendoci sorridere di fronte ad episodi non così infrequenti nella convivenza con specie a quattro zampe. Le illustrazioni di Hildegard Müller, illustratrice, scrittrice e grafica anche lei insignita di numerosi riconoscimenti in molti paesi, accompagnano con sobrietà il testo di questa storia semplice e delicata, che resta comunque nella mente e nel cuore del lettore, a prescindere dall’età.
 

 

 

 
 
 
 
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