Io voglio vivere

Io voglio vivere
Annelies Marie Frank, detta Anne, nasce a Francoforte sul Meno nel 1929. È socievole, curiosa, sempre pronta a far domande e ama segreti e pettegolezzi. Ed è ebrea, origine che deciderà per lei la sua vita. Nel 1934 si trasferisce ad Amsterdam con la famiglia, poi nell’alloggio segreto di mattoni rossi dove avrebbero dovuto nascondersi dai nazisti. In questo periodo la piccola Anne – che ha il sogno di diventare giornalista e poi scrittrice – scrive le sue memorie, appunti precisi di eventi ed emozioni su un diario regalatole per il suo tredicesimo compleanno che diventerà il celebre Diario di Anna Frank. Una raccolta di scritti che si concludono con una frase dura, che non lascia niente all’immaginazione: «qui finisce il diario di Anne». È il 1° agosto 1944. Tre giorni dopo, Anne Frank viene prelevata dal suo rifugio insieme ad altri abitanti dell’alloggio per essere deportata prima nel lager di transito per ebrei di Westerbork, poi ad Auschwitz e successivamente nel campo di concentramento di Bergen-Belsen.
Mirjam Pressler, scrittrice e traduttrice, ha riportato in modo preciso gli eventi della storia della vita della piccola Anne e della sua famiglia dando vita a un romanzo di forte impatto emotivo. Io voglio vivere è ricco di date, di dettagli, ma si legge come un romanzo. Il lavoro della Pressler è intimo proprio perché, oltre alla tragedia del nazifascismo, narra con delicatezza ma precisione le sfumature di una vita, quella di un’adolescente che si scontra con i sogni e con una realtà che non è certo stata molto dolce con lei. Il libro, che contiene un commento finale dello scrittore Matteo Corradini, è rivolto agli adolescenti ma può essere letto da tutti.

 

 

 
 
 
 
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