L’accademia dei supereroi – L’ultimo volo della nave fantasma

L’accademia dei supereroi – L’ultimo volo della nave fantasma
Tre anni sono trascorsi. Più di mille giorni che Nando, Alessia, Giulia, Rashid e il nuovo amico Wyrulf hanno passato addormentati nel ghiaccio, prigionieri sull’astronave Siberia con cui hanno lasciato il Regno dopo una rocambolesca fuga. È merito di Pierre se ora sono finalmente liberi. Lui li ha scovati tra le montagne, e i suoi amici ribelli, che chiamano Cavalieri di Sabbia, sono riusciti a tirarli tutti fuori da quella bara congelata, compreso Sasi il nemico dell’Accademia. Adesso Nando e gli altri hanno solo un desiderio: tornare a casa dalle famiglie e dimenticare tutto, o quasi, perché il sorriso di Lamp è ancora troppo vivido nei ricordi di Nando, la ragazza capace di tramutarsi in drago gli ha rubato il cuore e lui non riesce a dimenticarla. Peccato solo che la Repubblica dia loro caccia in quanto traditori: il Regno li ha incolpati della morte del re, e, come non bastasse, il Centro di Riabilitazione Corno è diventato una vera accademia per supereroi, una scuola alla luce del sole che a sedici anni ti obbliga ad arruolarti e combattere. Minacce su minacce, insidie vecchie e nuove, e il cammino verso casa si fa sempre più irto di ostacoli…

Ce la faranno i nostri eroi? Si chiede il giovane lettore alle prese con il capitolo finale della trilogia sui giovani superdotati di casa nostra. La risposta si trova nell’ultima pagina di quest’avventura vissuta tra le sabbie del deserto e l’isola dell’Accademia, il cerchio si chiude dove tutto è iniziato e nulla rimane in sospeso. Per Nando & Co. questo è davvero l’ultimo volo, ancora insieme a fronteggiare i pericoli della guerra, con addosso il peso di superpoteri che non sempre sono sotto controllo. “(…) Con la scusa della guerra e del fatto che siamo tutti in pericolo, ci costringete a fare quello che volete. Ma la responsabilità non significa obbedire a voi, la responsabilità significa avere il coraggio di fare quello che si ritiene giusto.” Così Nando ribatte al dottor Scaliga al suo ennesimo tentativo di inganno. Un epilogo atteso senza tanti colpi al cuore, fosse un goal in una partita di calcio, si direbbe “telefonato”, ma in fondo è tutta in queste parole “coraggio” e “giusto” che sta la difficoltà di crescere e vivere la propria vita. E in questa tutt’altro che facile missione Simone Laudiero ha centrato la porta.



 

 

 

 
 
 
 

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