L’albero delle storie

L’albero delle storie
Sef osserva la periferia in cui vive con la mamma: i palazzi alti come baobab e i terreni polverosi e gialli su cui devono ancora essere costruite le infrastrutture gli ricordano l’Africa, anche se il cielo e il caldo appiccicoso della città italiana sono diversi. Per rendere più intenso il ricordo del suo paese Sef decide di raccontare le storie che ha appreso dal nonno, un bravissimo “griot”, un narratore che conosceva tutte le favole e le leggende esistenti. Con l’aiuto dell’amica Mina, una ragazzina sveglia che si propone come sua segretaria, va alla ricerca dell’albero adatto sotto cui cominciare la narrazione. Sef è fiducioso, in fondo chi non vorrebbe ascoltare le storie magnifiche che arrivano dall’Africa? L’albero giusto è presto individuato e la prima favola è pronta per essere narrata. Prima in due, poi in tre, poi il numero cresce e sempre più persone, sia adulti che bambini, si siedono sul prato ad ascoltare la sua voce che ha il suono di un paese lontano, sa di vento, luna e leggende: “Quella notte, nella foresta, la piccola mantide”...

Il griot - la prima fonte che ne attesta l’esistenza risale al XV secolo - custodisce le tradizioni delle tribù dell’Africa occidentale, raccontando storie e leggende che costituiscono una sorta di guida etica e morale per la popolazione, ed è solito accompagnare le parole con il suono ritmico di un tamburo chiamato djembè. Attività che non è prerogativa maschile, anche le donne possono diventare griot per la comunità in cui risiedono. Sef, attraverso l’eredità del nonno, trova il modo per conservare ciò che gli resta del suo paese d’origine e un mezzo per farsi conoscere e accettare dalle persone. Brevi favole che Gabriele Clima inserisce nel corso della storia, attraverso le parole di un bambino sensibile e gentile, aperto al mondo, e forse fin troppo equilibrato e positivo rispetto all’esperienza che ha vissuto a causa della guerra. Un richiamo alla tolleranza e alla scoperta reciproca, affinché il retaggio culturale di un popolo possa arricchirne un altro.

 

 

 

 
 
 
 

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