L’orco di Montorto

L’orco di Montorto
Al 26 di Whipple Road la vita non era affatto male. Nonostante rimpiangesse ancora il suo acquitrino, la Megera trascorreva serena le sue giornate in compagnia degli altri inquilini. Fino a quando – a pochi giorni dall’annuale assegnazione del Compito delle Vacanze – il suo famiglio, un rospo scorbutico di nome Gladys, si rifiutò di accompagnarla. Chi l’avrebbe sostituito? Fu allora che entrò in scena il piccolo Ivo, un orfano che abitava nella grigia Casa di Rivardene. Che piacere per lui, uscire finalmente da quella prigione e avventurarsi con le Creature Insolite! Insomma, il nuovo famiglio fu trovato. Ma quando al meeting le Norne svelarono il compito, alla Megera venne un colpo: loro erano i prescelti per liberare la principessa Mirella e uccidere l’Orco di Montorto! E mentre Ivo non stava più nella pelle, la Megera, il troll Ulf e il maghetto si avviarono rassegnati e impauriti verso le terre di Ostland, in cerca del lugubre castello. Ma al loro arrivo, la scena che si trovarono di fronte fu davvero inaspettata: l’orco che tutti temevano era in realtà in pieno esaurimento nervoso! E tutto per colpa di quella capricciosa di Mirella, che non era affatto sua prigioniera, ma era scappata di casa e ora pretendeva che l’orco la trasformasse in un uccello, per volare via libera come l’aria, lontana da quegli insopportabili pretendenti! Riusciranno i nostri eroi a riportare la pace nel castello?...
Un colpo di scena dietro l’altro, una storia frizzante e ironica, un caldo abbraccio di umanità e gioia: questo è l’ultimo saluto di Eva Ibbotson, una delle più grandi scrittrici per ragazzi del nostro tempo, spentasi il 20 ottobre scorso in Inghilterra. Nata a Vienna nel 1925 ma trasferitasi fin da piccola nella capitale inglese, l’autrice si è sempre lasciata ispirare dagli autori della patria adottiva – ispirando a sua volta i nuovi scrittori, tra cui J.K. Rowling, con Passaggio segreto al binario 13 –. Più di una volta definita la “Roald Dahl in gonnella”, nella sua carriera si è mostrata sempre degna della sua fama, capace com’è di alternare registri tutti diversi: dal gusto dell’orrido ai toni poetici, dallo humour inglese alle atmosfere magiche e surreali…
Ha esordito con i racconti sui fantasmi, veri capolavori di ironia, e ha proseguito con romanzi incantevoli come Trappola sul fiume mare o La stella di Kazan, entrambi vincitori di premi prestigiosi. Il suo mondo è popolato di zie cattive, streghe e fantasmi, e la magia convive naturalmente con la quotidianità, scardinandone falsità e pregiudizi. Anche in L’orco di Montorto, ripresa in extremis dei temi orridi, dopo una parentesi storica, sembra non esserci alcuna cesura tra mondo magico e realtà, tanto che le Creature Insolite convivono pacificamente in una Londra conformista. Con personaggi memorabili – a cominciare da quell’ipocondriaco dell’orco, al tenero Ivo e alla ribelle Mirella – a cui è difficile non affezionarsi, con colpi di scena e invenzioni di pura fantasia, in questo suo testamento letterario l’autrice sembra aver distillato le sue perle migliori, nell’inconfondibile stile chiaro e semplice, ma incredibilmente intenso.


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