L’unica e inimitabile Penelope Pepperwood

L’unica e inimitabile Penelope Pepperwood

Penelope Pepperwood raccoglie una rana toro mezza morta, se la porta in casa e, utilizzando dei semplici utensili da cucina, la salva. La bimba, infatti, ha una missione ambiziosa: fare il miglior discorso estivo il primo giorno di scuola e, proprio grazie a quella rana, diventare la miglior bambina di quinta elementare del mondo. Solo così potrà dimostrare alla mamma, Rachel Collins, cosa s’è persa quando ha deciso di abbandonare lei (ancora neonata) e suo padre. Penelope sente l’urgenza di farlo, di intraprendere quest’ennesima (forse la più importante) missione poiché, fuori dalla grande casa di sua madre – lei vive con la zia Rae e con suo padre, quando questi non è fuori per lavoro –, in Jones Street, ha letto uno strano cartello con su scritto: VENDESI. Rachel Collins, infatti, pare che stia per trasferirsi a Mobile e per risposarsi con un certo Walter. Penelope è molto determinata, oltre che speciale, ma una nuova arrivata potrebbe ostacolarle i piani…

Kate Beasley costruisce l’immagine d’una bambina unica, che pensa con la propria testa e che, proprio per questo, ogni giorno ha una sua trovata geniale: un piano dei suoi. Penelope possiede una straordinaria forza di volontà, quasi una resilienza, che la spinge a combattere e a crescere, nonostante le ingiustizie e nonostante Rachel Collins, sua madre. Mediante un linguaggio nitido ed essenziale, fatto di similitudini perfettamente calzanti e che rendono chiaramente l’idea dei pensieri d’una bambina, l’autrice dimostra di saper raccontare con gli occhi speciali d’una ragazzina. Tante piccole grandi verità vengono diluite durante il racconto, filtrate dallo sguardo puro e generoso di Penelope che, acuta e profonda, coglie spesso la vera essenza delle cose, il loro lato più nascosto. Persino in quel suo desiderio d’eccellere – che tanto ricorda gli adulti e che dagli adulti proviene – in nome d’un vuoto d’amore da colmare (“Sei così impegnata a desiderare quello che non hai […] che non riesci ad apprezzare quello che già possiedi”) e di cui crede d’avere colpa, si rivelerà poi matura, al punto da ricordarsi di non dover mai “cambiare per piacere agli altri”.



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