L'81° principe

L’81° principe
C’era una volta, nel lontano Giappone, un regno chiamato Fugiama, nel quale vivevano 80 fratelli, tutti principi... più uno. Gli 80 principi litigavano spesso tra loro, erano gelosi l’uno dell’altro perché desideravano ardentemente diventare re. L’81°, di animo gentile e caritatevole, era invece oggetto di disprezzo da parte dei fratelli. A complicare le cose in mezzo a questo pollaio famigliare, gli 80 erano anche rivali in amore, innamorati persi della principessa di Naba, che si diceva fosse la fanciulla più bella e più saggia di tutto il Giappone. Per conquistare il cuore della principessa, i principi decisero quindi di partire, carichi di doni, alla volta di Naba. Lungo la strada incontrarono una povera lepre malridotta, ferita e sanguinante. Facendosi beffe di lei, le consigliarono di curarsi bagnandosi nel mare e stendendosi poi al sole, ma l’acqua salata irritò le sue ferite e il sole le screpolò la pelle. L’81° principe, che si trovava a passare da quelle parti, dopo essersi fatto raccontare dalla lepre la sua storia, al contrario dei fratelli se ne occupò amorevolmente. Giunti in città, i crudelissimi fratelli scoprirono a loro spese che la lepre era una fedele amica della principessa…
Il racconto in questione ha una storia millenaria: compare infatti nella prima antologia di racconti del Giappone, fatta compilare dall’imperatore nel 712 d.C.: Maria Teresa Ruta (sì, è lei) rielabora questa antica favola riproponendola in una versione con tempi e toni adatti ai bambini. Naturalmente il riferimento più immediato è la favolistica di Esopo, in cui la parola "Fine" chiude una vicenda dalla morale data e inequivocabile (nel caso de L’81° principe l’evidenza che gentilezza e altruismo non sono mai fini a se stessi). Non passano inosservate le belle tavole della torinese Raffaella Brusaglino, dal tratto elegantissimo e dai colori caldi e pastosi, che rimandano “citazionisticamente” agli stilemi della pittura orientale. Da notare (e annotare) che le illustrazioni originali sono state realizzate su legno e che pizzi, ricami e tessuti dei suntuosi abiti dei principi, belli da sembrare “veri”, sono effettivamente “veri”, anche se sapientemente camuffati nel disegno attraverso l’uso del colore. Sfarzi da Sol Levante.

 

 

 

 
 
 
 
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