La bambina con due papà

La bambina con due papà

Pearl è emozionata. Va a letto presto perché il giorno dopo vuole arrivare per prima a scuola a conoscere la nuova compagna di classe. Il giorno dopo si prepara da sola e in fretta. Incontra la nuova bambina nel cortile, che si nasconde dietro le gambe del papà. Le due si sorridono e diventano subito amiche. Pearl adora conoscere nuovi amici e questa le sta particolarmente simpatica: si chiama Matilda e corre velocissima, si arrampica sugli alberi, salta nelle pozzanghere - proprio come lei! Il giorno dopo, Pearl arriva con lo Scuolabus e vede Matilda che saluta un papà diverso da quello del giorno prima... Matilda ha due papà! E la invita a casa sua a cena per il giorno dopo. Pearl è di nuovo emozionatissima: immagina che con due papà ci si diverta il doppio che con uno! Proiettando i gusti di suo padre, Pearl prevede una cena a base di torte e caramelle... ma rimarrà delusa nel trovare la stessa cena che consuma abitualmente a casa sua, le stesse regole di non saltare sul letto... insomma i genitori di Matilda sono noiosi proprio come i suoi!

Una storia per raccontare ai bambini le famiglie omogenitoriali attraverso le parole semplici e la leggerezza di due bambine che si conoscono, con la loro curiosità spontanea e priva di pregiudizi. I genitori non entrano nella storia se non attraverso i racconti delle bambine: di loro vediamo solo i piedi, al massimo un pezzetto delle gambe. Come già accaduto negli altri due libri con la stessa bambina protagonista, Mel Elliott prende spunto dal mondo di sua figlia, Pearl appunto. Il primo, Pearl Power, affronta il tema dell’uguaglianza di genere, con la bambina che si trasferisce in una nuova scuola a causa della promozione della madre; nel secondo, Pearl Power and the Toy Problem, Pearl e il suo amico Sebastian hanno a che fare con il tema dei giochi “da maschio e da femmina”. Peccato che questi primi due libri della serie non abbiano trovato la pubblicazione in Italia. In questo terzo libro, lo spunto dell’autrice nasce dalla storia di un papà il cui figlio va a scuola con la sua: i bambini da 5 anni in su potranno divertirsi attraverso una storia ironica e gioiosa in cui la famiglia di Matilda risulta ordinaria come tante altre. Per far conoscere ai bambini certi temi, questo è un modo diretto e semplice, lontano dai “discorsoni” degli adulti, come li definisce la Elliott.

LEGGI L’INTERVISTA A MEL ELLIOTT



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