La Bussola d'oro

La Bussola d'oro

In una Oxford “parallela”, in un mondo comandato da una strana Chiesa chiamata Magisterium il cui scopo è dominare il proprio e tutti gli universi, Lyra Belaqua vive allegramente scorazzando con la sua banda di monelli per i tetti e per i sotterranei del Jordan College. Lontano da lei è il sospetto di essere la protagonista di un’importante profezia. Come ogni essere umano Lyra è accompagnata ogni istante dal suo daimon Pantalaimon. Un daimon è una sorta di coscienza fisica inseparabile con sembianze di animale allo stesso indipendente e appartenente al suo umano: fino alla pubertà i bambini hanno daimon in grado di assumere forme diverse, in seguito questi assumono un aspetto definito che rivela la vera natura del loro possessore. Un giorno la curiosità della bambina e la vita dello zio, Lord Asriel, cambieranno completamente la vita di Lyra e di molte altre persone e lei verrà a conoscenza della “Polvere”. Intanto, i bambini della zona scompaiono rapiti dagli “Ingoiatori”, anche il suo amico Roger viene portato via e la bambina è fermamente decisa a partire alla sua ricerca quando a Oxford arriva la bellissima signora Coulter che proporrà a Lyra di diventare la sua assistente e partire per l’Artico. La bimba accetta, ma prima di lasciare il Jordan il direttore le consegna un oggetto misterioso ricoperto completamente d’oro, somigliante ad una bussola ma con al suo interno tre cerchi composti da tanti piccoli simboli. È un aletiometro, e serve per conoscere la verità: attraverso i simboli esso risponde alle domande di colui che riesce a interpretarli. Lyra parte e ben presto si troverà costretta a fuggire e a combattere in compagnia di strani personaggi: cowboy con dirigibili, orsi polari corazzati, streghe bellissime e nomadi gyziani, fino a ritrovare Roger e un ponte per un mondo lontano...

La bussola d’oro è il primo romanzo della trilogia di Pullman “Queste oscure materie” e catapulta il lettore in un mondo dove nessuno è solo e allo stesso tempo nessuno è libero. Riferimenti più o meno diretti alla storia e alla società contemporanea si fondono con i cliché del romanzo fantasy e di formazione: un oggetto misterioso, una profezia, un'adolescente che deve compiere una missione, streghe, cattivi veramente cattivi, personaggi fantastici, mondi paralleli... tutti gli ingredienti 'classici' sono presenti, come si vede, e in abbondanza. Anche i 'messaggi' non mancano, incastrati ognuno in un piano di lettura diverso e ripetuti più volte nel corso del romanzo. Stranamente - per essere un romanzo per ragazzi - manca un lieto fine e non vengono sminuiti nè la crudeltà alla quale può giungere una persona né il fatto che in ognuno c’è del Bene ma anche del Male e soprattutto del Debole con cui ritrovarsi a fare i conti. Il finale è appositamente sospeso e la comprensione completa della storia e dei personaggi, così come la soddisfazione di molti dubbi che restano alla fine del libro, necessitano della lettura dei successivi volumi. Lo stile indubbiamente scorrevole e piacevole permette di non soffermarsi troppo a chiedere spiegazioni e di non annoiarsi nelle parti più lente della vicenda, così come di prevedere l’esito di molte avventure. Non è il solito romanzo per ragazzi che nasconde un libro per adulti... troppi stimoli palpabili per un bambino che non è in grado di coglierli e apprezzarli (anche se gestiti in modo tale che possano essere ignorati senza compromettere la godibilità della storia) e troppe avventure da fiaba per un lettore adulto che segue il piano filosofico, etico, “serio” del romanzo. Resta comunque un’opera ammirevole che è stata dichiarata il miglior libro per bambini degli ultimi settant’anni dall’Istituto Carnegie. Dal libro è stato tratto un film che sarà presto seguito dai successivi due capitoli della trilogia. Sia il libro sia il film sono stati oggetto di aspre critiche da parte di alcune associazioni religiose inglesi che hanno accusato i libri di Pullman di traviare menti innocenti con immagini distorte della Chiesa. La Catholic League ha persino pubblicato un pamphlet per convincere i genitori a non far leggere i libri della saga ai loro figli. Alcuni affermano inoltre che “Queste oscure materie” sia uno strumento per contrastare la “propaganda cattolica” presente ne "Le Cronache di Narnia” di Clive Staples Lewis, anche a causa delle similitudini tra le due opere. A queste proteste, che per altro non hanno avuto seguito al di fuori dell'Inghilterra, l'autore ha risposto dicendo: “Il mio è un atto d'accusa alla teocrazia, che non sempre è solo religiosa”. Dello stesso avviso anche l'Arciverscovo di Canterbury, il quale ha sottolineato come ad esser messi in discussione siano gli atteggiamenti più dogmatici, più totalitaristi e oppressivi, quelli insomma che a suo dire derivano da un uso errato della religione. In ogni caso nel film molti dei punti critici sono stati eliminati o modificati, il che paradossalmente ha scatenato le ire delle associazioni atee. Considerato che gli altri due volumi della trilogia sembrano essere molto molto più aspri e critici in questo senso, le polemiche non sono certamente giunte ad una conclusione.



 

 

 

 
 
 
 

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