La cítila

La cítila
“Cítila (pr. Cìt'l): sostantivo, femminile singolare. In dialetto abruzzese significa bambina.” Venticinque anni e un po' di differenze rispetto alla citilanza, ma Lorenza, prima di avere la residenza e uno studio a Milano, apparteneva all'Abruzzo, ben 13 cugini e tutto il resto. La storia comincia nel 1988, con un parto da manuale ed enormi occhi “scacchiati (spalancati – all'incirca)”, una mamma iperattiva e una precocissima vocazione al viaggio, il “costante andirivieni a cui sono stata sottoposta in tempi di citilanza”. Le prime (molte) parole, le rivalità e le alleanze con i cugini, i nomi assurdi attribuiti ai gatti, le aspirazioni professionali tutt'altro che incerte: “a cinque anni già affermavo con convinzione che da grande avrei fatto per metà settimana la pittrice e per l'altra metà la veterinaria”; il duro scontro con il mondo della scuola con tutto ciò (e tutti quelli) che comporta; il diario segreto, non censurabile terreno fertile per un vario e fantasioso – ma nondimeno vizioso e crudele – disagio pre-pre-adoloescenziale. Tutti gli ingredienti di una fanciullezza ideale in cui accumulare le risorse per non meno di altri dieci anni di “rabbia costante e deliberata”, o per poi tornar cítila di nuovo, anche da grande.
Lorenza Natarella, “cítila per eccellenza” secondo l'autorevole giudizio della sua casa editrice, si racconta in poco più di 150 pagine di disegni e commenti ironici in un testo autobiografico a quattro colori (bianco, nero, giallo, blu) che sembra riproporre l'ormai non più segretissimo diario della sua pre-pre-adolescenza. La voce del testo è sempre quella della Lorenza ormai non più bambina, una voce decisa e consapevole. Convincente per adolescenti ma soprattutto postadolescenti – diciamo i suoi coetanei – nel perfetto stile della collana in cui il testo è inserito, "Gli anni in tasca Graphic", di cui il libro condivide anche un piccolo limite: vi piacerà se vi piace il piglio della sua autrice. Un fumetto denso e acuto, dal punto di vista grafico e narrativo, dedicato ad amanti dei gatti, disegnatori di professione, ex bambini terribili con propositi omicidi nei confronti del mondo, e a tutte coloro che, con in mano una valigia e un biglietto, tornano ad essere “la cìt'l” ogni volta che tornano a casa.

 

 

 
 
 
 
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